Il Milan affronta l’Inter stasera, nella notte di Halloween, con sette punti da recuperare e la possibilità di ritrovarsi a dieci lunghezze in caso di sconfitta. Ruben Amorim ha ribadito ancora ieri di puntare allo scudetto. Per Cristian Chivu, invece, il derby di Milano è l’occasione per proseguire una marcia da record e interrompere una serie negativa: i nerazzurri non vincono la stracittadina da sette incontri (l’ultimo nel 2024) e non segnano da tre incontri con i cugini.
Un precedente accompagna le ambizioni rossonere: anche il 5 febbraio 2022 il Milan di Pioli rischiava di scivolare a -10, prima della svolta firmata Giroud. Stavolta Amorim aspetta Gonçalo Ramos, il cui ultimo gol su azione in campionato risale al 28 agosto. Il confronto passa però anche dalla tenuta delle difese.
La difesa del Milan e il confronto sul pressing
Il recupero di Gila restituisce un’alternativa ad Amorim, ma il problema riguarda la solidità dell’intero reparto. Il Milan ha subito quattro gol in più rispetto a un anno fa e sei nelle ultime due partite in casa: tanti quanti ne aveva incassati nelle precedenti 29.
Il passaggio dal blocco basso di Allegri a un calcio più propositivo non si è tradotto, finora, in una pressione particolarmente intensa. Il confronto con l’Inter mostra un baricentro nerazzurro più alto, 54,7 metri contro 48,5, più recuperi nell’ultimo terzo di campo, 41 contro 28, e più conclusioni nate da recuperi offensivi, 13 contro 7.
Il Milan continua soprattutto a raccogliersi per poi verticalizzare e correre. A pesare sui gol incassati sono stati numerosi errori individuali nella difesa schierata, spesso da fermo. Limitarli sarà necessario contro il miglior attacco del torneo: l’Inter ha segnato 25 gol, sette più dei rossoneri.
Per proteggersi, Amorim potrebbe preferire Diawara a Estupinan e Bartesaghi, più portati alla spinta. Sarebbe una linea composta, di fatto, da quattro centrali. Senza Lautaro, l’avversario principale sarà Marcus Thuram, in grande forma e a segno nelle ultime sette partite casalinghe. Accanto a lui è previsto Pio Esposito, nonostante il momento di poca brillantezza che sta vivendo.
Rabiot torna nel centrocampo guidato da Modric
Il ritorno di Adrien Rabiot restituisce al Milan anche uno dei suoi migliori realizzatori. Il francese guida la classifica interna con Cisse, entrambi a quattro gol. Il confronto con l’Inter evidenzia una differenza: i primi marcatori nerazzurri sono due attaccanti, Thuram con cinque reti e Lautaro con quattro; nel Milan sono i centrocampisti.
Il reparto guidato dal Pallone d’oro Modric resta il punto di partenza delle ripartenze rossonere. La squadra riesce meglio nella corsa che nella rifinitura, con Ramos spesso difficile da raggiungere. Anche i tocchi nell’area avversaria descrivono questa distanza: 65 per Thuram, 37 per Ramos.
La soluzione più collaudata alla vigilia è il 4-3-3: Musah e Rabiot ai lati di Modric, con Moreira, Ramos e Pulisic in attacco. Chivu dispone invece di una mediana consolidata e della squadra con i meccanismi più codificati del campionato, senza però essere al riparo dai problemi.
L’Inter ha concesso sei transizioni pericolose al Venezia nella scorsa giornata, dopo le sette lasciate alla Roma. L’eccesso di aggressività nel pressing o i ritardi nei rientri hanno aperto spazi davanti alla difesa. Moreira, Pulisic e Rabiot hanno le caratteristiche per sfruttarli. Il francese ci era già riuscito contro i nerazzurri con la Juventus, contribuendo in ripartenza con un gol e un assist per Kostic.
Le scelte di Chivu per Milan-Inter, tra influenza e cali di rendimento
L’Inter ha incassato dieci gol contro gli undici di un anno fa, ma l’aumento dei gol attesi concessi segnala una maggiore vulnerabilità. Ai cali di forma di Akanji, Bastoni e Bisseck si sono aggiunti errori individuali e un pressing meno efficace, che ha consentito agli avversari di ripartire.
Anche i recuperi offensivi sono diminuiti. Il dato non cancella il vantaggio nel confronto attuale con il Milan, ma accompagna le difficoltà di una difesa che Chivu deve sistemare. Per stasera si aggiungono problemi nella scelta degli uomini.
Carlos Augusto è debilitato dall’influenza, pur essendo il più in forma; Bisseck attraversa una fase di calo e Dimarco, appena diventato papà, ha saltato parte del lavoro. Chivu dovrà scegliere due di questi tre giocatori. Fra le combinazioni possibili c’è anche Bastoni al centro della difesa.
Da Dimarco, unico milanese in campo, i tifosi nerazzurri aspettano un rendimento diverso. I suoi cross sono scesi da 4,1 a 2,7 e le occasioni create da 2,3 a 1,7. Il derby potrebbe offrirgli l’occasione per invertire questa tendenza.
Il lavoro di Ramos e i precedenti di Pulisic nelle sfide tra Milan e Inter
Ramos cerca il terzo gol in campionato proprio nel derby di Milano. Le difficoltà nel ricevere palloni utili non gli hanno impedito di contribuire al gioco rossonero. Ha recuperato 14 palloni, contro i quattro di Thuram, i cinque di Lautaro e gli otto di Pio Esposito.
Il portoghese è avanti anche nelle sponde: 21, rispetto alle sette di Thuram, alle otto di Lautaro e alle tredici di Pio. È un lavoro che deve trovare una continuità anche nelle conclusioni e nei gol, dopo l’ultima rete su azione di agosto.
Per l’Inter, il pericolo con i precedenti più significativi è Christian Pulisic. Ha deciso il penultimo derby, ha segnato in quello che ha interrotto la serie delle sei sconfitte rossonere e ha colpito anche in Supercoppa. La capacità di muoversi fra le linee e attaccare dalla trequarti può metterlo negli spazi che il 3-5-2 nerazzurro fatica spesso a controllare. Non resta che attendere questa sera per scoprire chi avrà la meglio.
