Alessio Tucci deporrà in presenza il prossimo 10 novembre davanti alla Corte di Assise di Napoli, che oggi ha accolto la richiesta di ascoltare l’imputato per l’omicidio di Martina Carbonaro. Tucci è reo confesso e accusato di omicidio volontario pluriaggravato.
Martina Carbonaro aveva 14 anni quando è stata uccisa a colpi di pietra dall’ex fidanzato il 26 maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli.
La mamma di Martina Carbonaro chiede due ergastoli per Tucci
All’esterno del Tribunale di Napoli, sua madre Enza Cossentino si è rivolta ai giornalisti: «Io Tucci l’ho trattato come un figlio e lui mi ha pugnalato, non capisco come si può uccidere una creatura come lei, io sono una morta che cammina, dopo che avrò avuto giustizia il Padreterno mi può anche chiamare. Io a Tucci darei la sedia elettrica».
La prospettiva di trovarsi davanti all’imputato in aula ha accompagnato la richiesta di giustizia della donna: «Sarà in aula? Già ho l’ansia. Vorrei che gli dessero due ergastoli, lui potrà uscire ma mia figlia sarà per sempre 14enne. Voglio che Tucci mi guardi negli occhi e mi dica perché l’ha fatto».
Cossentino ha rivolto anche un appello contro la violenza sulle donne: «Dobbiamo parlare della violenza sulle donne, dobbiamo fare rumore e lo faremo per il 25 novembre giornata contro la violenza sulle donne».
L’incontro nel casolare prima dell’omicidio
Un’ex fidanzata di Tucci, oggi 17enne, ha testimoniato sull’incontro avuto con lui circa un mese prima dell’omicidio. «Prima di Pasqua 2025, Alessio mi portò in quel casolare. Avevo solo una sensazione strana: che potevo essere anche io la vittima. Avevo un po’ di timore. Ho avuto paura che poteva accadere anche a me», ha raccontato in aula.
Nell’aula 116 erano presenti anche i genitori di Martina, Enza Cossentino e Marcello Carbonaro. Indossavano una maglietta rosa con la scritta «Giustizia per Martina: mai più sola, mai più vittima».
La testimonianza di un’ex fidanzata
La ragazza, accompagnata dai genitori a Palazzo di giustizia, ha descritto ciò che l’aveva turbata durante quell’incontro: «Mi davano fastidio sia il posto che i suoi comportamenti. Mi disse che voleva conforto. Lo vedevo diverso rispetto a quando uscivamo». E ancora: «Alessio faceva cose strane».
Alla testimone è stato chiesto se Tucci si mettesse le mani nei capelli, si mangiasse le unghie e andasse avanti e indietro. La risposta è stata: «Non ricordo queste circostanze, ma solo che era nervoso. Ci fu un abbraccio, non un bacio. Non volevo un abbraccio da una persona del mio passato, mi allontanai e gli dissi di no. Io me ne volevo andare».
