Uno specchio portato in piazza all’ultimo momento, una scritta in romanesco e un messaggio che va oltre la provocazione: “So’ na vetrina”. È l’iniziativa di un ragazzo che ha partecipato alla manifestazione dello sciopero generale indetto dall’Usb il 30 ottobre. L’idea iniziale era quella di utilizzare lo specchio per riflettere la lunga fila di persone presenti e fotografarla. Poi è arrivata una seconda interpretazione: quella della vetrina come simbolo di una protesta che non può essere ignorata. “Questa è una vetrina che non si può rompere: se si rompe, potrebbe succedere un bel casino”, ha spiegato. Un’immagine per rappresentare l’accumulo di rabbia, malumore e necessità di chi sceglie di scendere in piazza per far sentire la propria voce.