“È il Paese che è arrabbiato, è arrabbiato con questo governo e chiede delle cose precise”. Guido Lutrario, membro dell’esecutivo nazionale dell’Unione sindacale di base (Usb), commenta così lo sciopero generale del 30 ottobre, che ha portato in piazza a Roma lavoratori, agricoltori, studenti, giovani e pensionati. Una mobilitazione che, secondo il sindacalista, ha unito categorie e vertenze differenti. “È importante perché unisce il Paese, tante categorie, tanti settori, agricoltori, lavoratori di tanti settori, anche quelli dei trasporti, nonostante l’intervento del ministro Salvini, studenti, giovani, senza casa, pensionati”.
Al centro della protesta il caro vita e la perdita di potere d’acquisto. L’Usb chiede interventi sui prezzi dei carburanti e dei beni alimentari, oltre a misure per adeguare salari e pensioni. “Si chiede che si abbassino i prezzi dei carburanti, il prezzo dei generi di prima necessità, dei beni alimentari, che si intervenga su salari e pensioni”. Tra le contestazioni anche le spese militari: “Basta soldi per costruire e acquistare armamenti. Gli italiani stanno chiedendo sanità, stanno chiedendo istruzione, stanno chiedendo di sostenere le proprie retribuzioni”. Poi l’affondo all’esecutivo: “Se il governo non ascolta il popolo e non rispetta la Costituzione è un governo che deve andare via”. Lutrario interviene anche sul tema della sicurezza, dopo le tensioni registrate a Milano. “La risposta del governo è vergognosa”, afferma, accusando l’esecutivo di puntare sulla repressione. “Le maniere forti stanno aumentando la rabbia della gente, stanno allargando le piazze”. Infine, sulle proteste e gli episodi di violenza: “Non esageriamo la portata di questi fatti per nascondere le ragioni sociali della protesta”. L’esponente Usb rivendica il carattere pacifico della manifestazione romana: “Oggi siamo in piazza in modo assolutamente pacifico e determinato”.