Un drone russo ha colpito giovedì 29 ottobre la stazione ferroviaria di Dnipro, in Ucraina, causando almeno 14 morti e 14 feriti, secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità regionali ucraine. Tra i feriti ci sono anche un bambino di 11 anni, ricoverato in gravi condizioni, e altre cinque persone le cui condizioni sono considerate critiche.
L’attacco è avvenuto mentre centinaia di persone si trovavano nella stazione, nonostante fosse già stato diramato un allarme aereo. Nella stessa giornata, altri bombardamenti russi hanno colpito Chernihiv e Kremenchuk, provocando la morte di almeno altre cinque persone.
Ucraina, l’attacco alla stazione ferroviaria di Dnipro: “C’erano tante persone sulla banchina”
Il drone russo, secondo quanto riferito dall’operatore ferroviario nazionale Ukrzaliznytsia, era un velivolo a reazione. “Era stato diramato un allarme per l’aumento del livello di pericolo, ma purtroppo c’erano ancora molte persone sulla banchina”, ha dichiarato Oleksandr Pertsovskyi, responsabile delle ferrovie ucraine.
Il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, ha definito l’accaduto una tragedia, precisando che il drone ha colpito direttamente un treno elettrico civile.
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato l’attacco: “I russi hanno attaccato con un drone una banchina dove erano fermi un normale treno pendolare e un normale treno passeggeri”. Il presidente ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e ha confermato l’intervento dei servizi di emergenza.
I bombardamenti nel resto del paese
Intanto, nel resto del Paese, i bombardamenti sono proseguiti. A Chernihiv, nel nord dell’Ucraina, due ragazze di 15 anni sono state uccise da un attacco russo contro il centro della città. Secondo le autorità ucraine, il missile impiegato sarebbe un S8000 Banderol. Il bilancio riportato da Reuters è di 23 feriti.
A Kremenchuk, nella regione di Poltava, un drone ha colpito un edificio residenziale causando almeno tre morti e 15 feriti, tra cui tre bambini.
Ucraina, gli attacchi come quello a Dnipro sono aumentati nel 2026
L’attacco alla stazione di Dnipro si inserisce in una più ampia offensiva russa contro le infrastrutture ferroviarie ucraine. Una strategia che, negli ultimi mesi, ha coinvolto sempre più frequentemente anche treni passeggeri e stazioni affollate.
Secondo i dati forniti dall’operatore ferroviario Ukrzaliznytsia e riportati dalla BBC, delle 521 locomotive colpite dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel 2022, quasi il 60% è stato danneggiato nel solo 2026. Anche gli attacchi complessivi contro le strutture ferroviarie sono aumentati sensibilmente: dai 1.206 registrati nel 2025 si è passati a 1.700 nei primi mesi del 2026, secondo i dati diffusi a ottobre.
5.831 treni evacuati solo a settembre
La Russia nega di prendere deliberatamente di mira i civili e sostiene che le operazioni contro la rete ferroviaria siano rivolte alle infrastrutture utilizzate per il trasporto di personale ed equipaggiamenti militari.
Le conseguenze, però, ricadono anche sui passeggeri. Nel solo mese di settembre, secondo i dati dell’operatore ferroviario riportati da AFP, 5.831 treni sono stati evacuati a causa della minaccia di attacchi con droni, con una media di circa 205 convogli al giorno.
Ucraina, Zelensky chiede nuove sanzioni contro la Russia
Dopo gli attacchi tra cui ques’ultimo alla stazione ferroviaria di Dnipro, Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti, ai Paesi europei e al G7 di adottare nuove sanzioni contro Mosca, criticando l’allentamento di alcune misure economiche nei confronti della Russia.
Il riferimento è anche all’accordo raggiunto all’inizio di ottobre tra Donald Trump e Vladimir Putin, che ha consentito un allentamento delle restrizioni statunitensi sulle importazioni di gasolio russo.
Il presidente ucraino ha criticato la decisione, sottolineando come gli attacchi siano proseguiti anche dopo l’alleggerimento delle sanzioni. Secondo Zelensky, la risposta occidentale all’escalation russa dovrebbe essere un rafforzamento delle misure economiche, non una loro riduzione.
