Nella puntata di ieri sera, 27 ottobre, a Verità Nascoste il dibattito si è concentrato sulla figura di Youssef Siher, il trentenne indicato dagli inquirenti come il regista strategico del Movimento 17 Ottobre. Gli animi in studio si sono scaldati non appena l’obiettivo si è spostato sulle immagini dei recenti disordini che hanno devastato le vie di Milano.
Gli opinionisti hanno tenuto una linea di fermezza assoluta di fronte ai filmati dei saccheggi: per i giornalisti in studio, i comportamenti dei ragazzi ripresi a sfondare vetrine raccontano una storia lontana dal disagio sociale, restituendo piuttosto, a loro dire, l’immagine di un’euforia esibita mentre ci si impossessa di merce di valore.
Lo scontro sul caso Vespa e lo stop di Milo Infante
Di fronte a un’accusa così perentoria, la replica dell’esponente del Movimento Gratutista ospite della trasmissione non si è fatta attendere, virando tuttavia su un terreno di scontro squisitamente mediatico. Messo sotto pressione dalla compattezza degli interlocutori, il rappresentante del movimento ha tentato il contropiede scagliandosi contro la platea dei giornalisti e affidandosi a una provocazione diretta: “Sembrate Bruno Vespa di fronte alla ventenne che viene umiliata“.
Il riferimento è al recente e dibattuto confronto tra il conduttore di Porta a Porta e la studentessa Sabrina Brizzola, citato dall’ospite per accusare gli opinionisti di adottare un atteggiamento giudicante verso i giovani. Parole che hanno trovato l’immediata opposizione del padrone di casa.
Milo Infante è intervenuto con fermezza per disinnescare la polemica sul nascere, stoppando l’ospite con un perentorio richiamo all’ordine e alla tutela della professionalità del collega: “Fammi un favore, non parlare di Rai a Mediaset, e poi non parlare di Bruno Vespa come se fosse un paragone negativo, perché non c’è e non si può difendersi. Lui risponde di quello che fa, di come si comporta a casa sua che è la Rai. Qui siamo a Mediaset e abbiamo uno stile diverso: qui non si parla della Rai“.
