Il critico d’arte Vittorio Sgarbi, 74 anni, è stato trasferito lunedì 26 ottobre nel reparto di terapia sub-intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Era ricoverato in terapia intensiva dal 30 settembre per una grave insufficienza respiratoria. Il passaggio al nuovo reparto è avvenuto dopo quasi un mese di ricovero.
Secondo quanto riferito, i medici hanno riscontrato un miglioramento delle capacità respiratorie. Resta però necessaria la cannula tracheostomica: il trasferimento non coincide dunque con la sua rimozione. Il quadro clinico è ancora delicato.
Il ricovero e la tracheostomia del 9 ottobre
L’ex sottosegretario alla Cultura era stato trasportato d’urgenza al Gemelli alla fine di settembre. Le condizioni di Vittorio Sgarbi erano state inizialmente definite critiche ma stabili, con la necessità di assistere la respirazione.
I medici lo avevano sottoposto il 9 ottobre a una tracheostomia percutanea. La procedura consente di mantenere il supporto respiratorio attraverso un’apertura nella trachea. Anche dopo i primi miglioramenti del quadro polmonare e della microembolia polmonare, non era stato ancora possibile interrompere la ventilazione assistita.
L’evoluzione clinica e il percorso di riabilitazione
Un aggiornamento del 21 ottobre aveva segnalato un’evoluzione positiva delle condizioni cliniche, pur mantenendo la prognosi riservata. Il successivo trasferimento nella terapia sub-intensiva rappresenta un ulteriore passo avanti nel recupero, senza che il quadro abbia cessato di essere delicato.
Le dimissioni non hanno ancora una data: al momento non sono state fornite indicazioni sui tempi di uscita dall’ospedale. Il prossimo passaggio previsto è l’avvio di un percorso di riabilitazione, che inizierà nei prossimi giorni.
