Il governo si avvicina alla chiusura della manovra economica da 23,5 miliardi di euro. Dopo il vertice di maggioranza delle ultime ore, sarebbero stati raggiunti accordi su alcune delle questioni più discusse, dalle agevolazioni fiscali per i giovani alla possibilità di andare in pensione anticipatamente. A farne le spese, però, potrebbe essere il ceto medio: l’estensione del taglio dell’Irpef ai redditi fino a 60mila euro sembra ormai destinata a saltare. Intanto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che il testo potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri mercoledì 28 ottobre.
Manovra 2027, cosa cambia per giovani e ceto medio
Tra le principali novità della legge di Bilancio ci sarebbe l’introduzione di una mini Irpef per i lavoratori con meno di 30 anni, con una riduzione delle imposte sui redditi fino a una soglia ancora da definire. La misura, sulla quale secondo il Corriere della Sera sarebbe stata raggiunta un’intesa politica, punta a sostenere gli stipendi dei giovani e a rendere più conveniente l’ingresso nel mercato del lavoro. Restano però diverse ipotesi sul tavolo: come riporta ANSA, si è discusso di una tassazione agevolata al 5%, di un ampliamento della no tax area e di sgravi sugli aumenti retributivi. Non è ancora chiaro quale soluzione entrerà effettivamente nel testo.
Diversa la situazione per il ceto medio. L’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro di reddito sarebbe stata accantonata, nonostante le richieste di Forza Italia. Il partito aveva anche proposto una soluzione meno costosa, limitando l’agevolazione ai redditi fino a 55mila euro, con un impatto stimato di circa 1,2 miliardi sulle casse dello Stato
Il fondo per le pensioni
Un altro punto di confronto riguarda le pensioni anticipate, sulle quali la Lega aveva chiesto la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni. Al congresso del partito era stata avanzata una proposta che prevedeva 36 anni di contributi, anche per chi aveva iniziato a lavorare prima del 1996.
La soluzione individuata dalla maggioranza, secondo il Corriere della Sera, sarebbe invece la creazione di un fondo dedicato alla flessibilità in uscita. Le risorse verrebbero rese disponibili dal prossimo anno, mentre un successivo decreto dovrebbe stabilire le modalità di accesso.
Il negoziato con la Commissione europea
La definizione del testo è accompagnata dalla trattativa per ottenere la maggiore flessibilità possibile nell’impiego dello scostamento da 14,4 miliardi destinato alle spese per la difesa e l’energia. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato i progressi del confronto e indicato come vicino il passaggio della manovra in consiglio dei ministri.
“Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte, incontriamo gli interessati, abbiamo incontrato le Regioni la settimana scorsa. Credo che andremo domani mattina in consiglio dei ministri, perché quasi tutte le componenti sono andate a punto“, ha dichiarato Giorgetti.
Il ministro ha legato la firma della proposta alla certezza sull’ammissibilità degli interventi: “Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili. Soltanto con questo grado di certezza io mi ritengo in grado di firmare una proposta e andare in consiglio dei ministri domani”
