Tetsuya Chiba è morto giovedì scorso in un ospedale di Tokyo. Aveva 87 anni. La casa editrice Kodansha Ltd. ha comunicato la morte martedì, senza specificarne la causa. Il disegnatore giapponese era conosciuto soprattutto per Ashita no Joe, la serie sulla boxe che racconta il percorso di un orfano diventato pugile professionista.
Il successo di Ashita no Joe, il cui titolo significa «Combattere per il domani», fu tale da diventare un fenomeno nazionale. Alcuni appassionati parteciparono persino a un funerale simbolico per il rivale del protagonista Joe Yabuki.
Nelle sue opere Chiba raccontava giovani aspiranti atleti impegnati a lottare per la propria vita e per la carriera. Fu anche un sostenitore della pace e della libertà di espressione: nei racconti autobiografici e nei fumetti ripercorse le difficili esperienze vissute durante la guerra, quando era bambino.
L’infanzia durante l’occupazione della Cina
Nato a Tokyo nel gennaio del 1939, Chiba si trasferì con la famiglia nella Cina nordorientale pochi mesi dopo la nascita. Trascorse lì la prima infanzia, durante l’occupazione giapponese della regione. Il padre lavorava in uno stabilimento tipografico.
La famiglia riuscì poi a fuggire verso Huludao, città portuale cinese, e tornò in Giappone nel 1946. Quei ricordi avrebbero influenzato in seguito le opere e l’impegno contro la guerra del disegnatore.
Dagli esordi ai fumetti dedicati allo sport
Il debutto di Chiba come autore di manga risale al 1956. All’inizio disegnava fumetti destinati alle ragazze; nei primi anni Sessanta passò alle opere rivolte ai ragazzi.
Nel 1961 esordì su una rivista di fumetti per ragazzi con Chikai no Makyu, «La palla magica», un manga sul baseball. L’opera contribuì ad aprire la strada in Giappone a un nuovo genere di manga sportivi.
Tra gli altri titoli dedicati allo sport figurano Ore wa Teppei, «Sono Teppei», sulla storia di uno studente delle superiori che si allena nel kendo, e Notari Matsutaro, dedicato al sumo. Con Ashita Tenki ni Naare, «Speriamo che domani faccia bel tempo», Chiba raccontò invece un adolescente giocatore di golf.
