La Russia è accusata di crimini contro l’umanità in Ucraina nelle conclusioni rese note lunedì 26 ottobre 2026 dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina. Gli esperti, incaricati dal Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, indicano due ambiti: gli attacchi sistematici alle infrastrutture energetiche ucraine e il ricorso alla tratta di esseri umani per rafforzare le forze armate russe.
Le accuse di crimini contro l’umanità riguardano il conflitto iniziato con l’invasione russa del febbraio 2022. Secondo gli investigatori, le operazioni contro il sistema energetico avrebbero assunto nel tempo dimensioni sempre più estese, provocando danni considerevoli alle infrastrutture del Paese.
Gli attacchi al sistema energetico ucraino
La commissione ha rilevato un progressivo aumento degli attacchi. Gli investigatori hanno sottolineato che «nel corso degli anni, la frequenza, l’intensità e l’estensione geografica delle ondate di attacchi» sono cresciute. L’attenzione degli esperti riguarda dunque sia i danni materiali sia la diffusione delle operazioni contro le infrastrutture energetiche.
Le centrali elettriche, le reti di distribuzione e gli impianti di riscaldamento garantiscono servizi essenziali alle attività produttive, agli ospedali, alle scuole e alle abitazioni. La distruzione di queste strutture o l’interruzione prolungata dei servizi può avere conseguenze dirette sulla popolazione civile, soprattutto nei mesi invernali, quando l’elettricità e il riscaldamento diventano fondamentali.
Il reclutamento di uomini provenienti da 29 Paesi
La seconda accusa riguarda la tratta di esseri umani, che secondo la commissione sarebbe stata utilizzata per rafforzare l’esercito russo. È un’accusa distinta da quella sugli attacchi energetici, inserita nel quadro delle presunte violazioni commesse durante la guerra.
Secondo il rapporto presentato il 26 ottobre, gli investigatori hanno raccolto prove sul reclutamento di uomini provenienti da 29 Paesi, attraverso inganni e coercizioni. Alcuni sarebbero stati costretti, dopo il loro arrivo, a firmare contratti in lingua russa e sarebbero poi stati inviati al fronte. Diversi reclutati sarebbero morti, scomparsi o finiti prigionieri.
Il mandato della commissione e la posizione russa
Il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha istituito la commissione nel marzo 2022, dopo l’inizio dell’invasione. Il mandato comprende le indagini sulle presunte violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, attraverso la raccolta di testimonianze, documenti ed elementi utili ad accertare eventuali responsabilità.
La commissione opera in modo indipendente: le sue conclusioni non rappresentano automaticamente la posizione ufficiale delle Nazioni Unite e non equivalgono a una sentenza di un tribunale internazionale.
Mosca non riconosce la commissione. Gli investigatori hanno segnalato che la mancata collaborazione delle autorità russe ha limitato anche gli approfondimenti sugli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche in territorio russo e nelle aree occupate.
