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Ucraina, nuovi attacchi su Kiev e Mosca nonostante i tentativi di mediazione Usa

Secondo le autorità ucraine, gli attacchi russi hanno provocato il ferimento di 15 persone e danneggiato le infrastrutture della metropolitana sul Ponte Meridionale, che attraversa il fiume Dnipro a Kiev

22 Ottobre 2026
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Ucraina, raid russi nella notte: almeno 8 morti, 4 vittime a Pryluky

Vigile del fuoco in Ucriana | Via X @Gaebaldi

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Nuovi bombardamenti sulla capitale ucraina e un’ondata di droni diretti verso Mosca hanno segnato la notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, mentre Stati Uniti, Russia e Ucraina proseguono i contatti diplomatici per cercare una via d’uscita dalla guerra. Gli attacchi sono arrivati poche ore dopo che Mosca si è detta “in linea di principio” disponibile a riprendere i negoziati di pace e Donald Trump ha dichiarato che non si sarebbe mai stati così vicini alla fine del conflitto. Sul terreno, tuttavia, le operazioni militari continuano.

Kiev, 15 feriti nei nuovi bombardamenti russi

Secondo le autorità ucraine, gli attacchi russi hanno provocato il ferimento di 15 persone e danneggiato le infrastrutture della metropolitana sul Ponte Meridionale, che attraversa il fiume Dnipro a Kiev. Le conseguenze dei bombardamenti hanno reso necessarie anche limitazioni alla circolazione. L’offensiva è stata preceduta da un altro attacco, avvenuto nella serata di mercoledì, durante il quale diversi edifici residenziali sono stati colpiti. Il sindaco della capitale, Vitaliy Klitschko, ha riferito che sei persone sono rimaste ferite. Nel frattempo, durante la notte, l’Ucraina ha lanciato centinaia di droni in direzione di Mosca.

Trump: “Forse non siamo mai stati così vicini alla pace”

La nuova escalation militare coincide con un’intensificazione degli sforzi diplomatici americani. Mercoledì Trump ha affermato di aver parlato recentemente con il presidente russo Vladimir Putin della possibilità di risolvere la guerra contro l’Ucraina, aggiungendo: “Penso che ci stiamo avvicinando, tra l’altro, forse ora siamo più vicini che mai”. Il presidente statunitense ha ripetutamente dichiarato di voler porre fine al conflitto, senza però riuscire finora a raggiungere questo obiettivo. La nuova iniziativa diplomatica è guidata dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati nei contatti con le due parti.

Witkoff incontra Putin a San Pietroburgo

Mercoledì Witkoff ha incontrato Putin a San Pietroburgo, in Russia, il giorno dopo aver avuto colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Oslo, in Norvegia. Nella capitale norvegese, l’inviato americano aveva incontrato anche i leader di Norvegia e Finlandia. Il confronto tra Witkoff e Putin è durato circa tre ore. Non è stato chiarito quali proposte specifiche l’inviato statunitense abbia sottoposto al leader del Cremlino. Dopo i colloqui, Zelensky ha tuttavia riferito che erano state discusse garanzie di sicurezza «forti» per l’Ucraina e proposte per una tregua nel settore energetico. Witkoff ha definito l’incontro “costruttivo”. Kushner, che ha partecipato da remoto, ha sottolineato che resta ancora molto lavoro da fare, ma che esiste una concreta opportunità per superare la guerra e costruire un quadro di pace duratura, sicurezza e prosperità per le generazioni future.

Mosca apre alla possibilità di nuovi negoziati a novembre

A riferire della possibile ripresa dei colloqui è stato Yuri Ushakov, consigliere di Putin. Dopo l’incontro a San Pietroburgo, ha indicato che un nuovo round di negoziati potrebbe tenersi intorno al 10 novembre ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti. Ushakov ha precisato che il confronto dovrà concentrarsi sulla costruzione di un sistema di sicurezza per Russia e Ucraina dopo la fine del conflitto. Ha inoltre sostenuto che le idee discusse con Witkoff non sarebbero state particolarmente “utili”.

Secondo il consigliere del presidente russo, Putin ha ribadito che le truppe di Mosca stanno avanzando lungo l’intera linea del fronte e mantengono l’iniziativa strategica. Kiev e i suoi alleati europei contestano questa ricostruzione, descrivendo la situazione militare come sostanzialmente bloccata. I negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti erano stati sospesi a febbraio. Da allora, secondo la ricostruzione riportata, Mosca ha intensificato gli attacchi mentre l’Ucraina si trovava a corto di intercettori forniti dai Paesi occidentali per difendersi dai missili. La Russia aveva attribuito le interruzioni dei colloqui ai massicci attacchi ucraini del mese precedente, avvenuti durante le elezioni generali russe.

Zelensky propone di congelare la guerra lungo il fronte attuale

Mercoledì Zelensky ha dichiarato di essere disposto ad accettare un accordo che congeli il conflitto lungo le attuali linee del fronte. In un’intervista a Fox News, il presidente ucraino ha spiegato che una tregua, o la fine delle uccisioni, rappresenterebbe il risultato minimo che Kiev chiede alla Russia in questa fase. Zelensky ha aggiunto che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina potrebbero essere discusse successivamente. La sua posizione indica quindi la disponibilità a interrompere i combattimenti sulle linee attuali, lasciando aperto il confronto sulle condizioni di sicurezza da assicurare al Paese.

Putin, invece, ha insistito sulla necessità di definire un sistema di sicurezza che riguardi entrambi gli Stati dopo la fine della guerra. Le posizioni espresse dalle due parti restano dunque distanti su diversi aspetti del possibile accordo.

Le tensioni tra Washington e Kiev complicano il confronto

I colloqui diplomatici si svolgono in un momento di crescente attrito tra Ucraina e Stati Uniti. Trump ha dichiarato che sarebbe arrivato il momento per l’Ucraina di avere un nuovo presidente e, più recentemente, ha sostenuto che qualcun altro dovrebbe negoziare per conto di Kiev. Il presidente americano ha inoltre collegato gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio russe all’aumento dei prezzi dei carburanti, saliti dall’inizio della guerra contro l’Iran guidata dagli Stati Uniti.

Trump è stato criticato anche da esponenti democratici e da alcuni parlamentari repubblicani dopo aver revocato alcune sanzioni contro la Russia, consentendo al Paese di immettere sul mercato americano e internazionale ingenti quantità di diesel. La decisione è arrivata poche settimane dopo la firma di una legge che autorizzava nuove sanzioni statunitensi e dazi nei confronti dei Paesi che importano petrolio e gas russi. Zelensky e gli alleati europei dell’Ucraina hanno contestato la scelta.

Un altro punto di tensione riguarda la condivisione delle informazioni militari. La settimana precedente, Kiev aveva accusato Washington di non fornire informazioni d’intelligence fondamentali per avvertire la popolazione dell’arrivo di missili balistici russi, una mancanza che, secondo le autorità ucraine, avrebbe contribuito a causare numerose vittime civili. Martedì il segretario di Stato americano Marco Rubio ha respinto le accuse, definendole “scandalose”. Dopo gli incontri di Oslo, Zelensky ha invece affermato che la condivisione delle informazioni d’intelligence “funziona ora”.

Il nodo Starlink e l’utilizzo dei droni

Le forze armate ucraine hanno sollevato dubbi anche sulle limitazioni alla velocità della connessione satellitare Starlink, che avrebbero ridotto la loro capacità di utilizzare i droni per colpire obiettivi in Russia. Funzionari statunitensi hanno negato di aver chiesto un rallentamento del servizio. Un gruppo bipartisan di senatori americani ha inoltre sollecitato un’indagine urgente sulla questione.

Rilasciato un cittadino americano detenuto in Russia

Prima dell’inizio dell’incontro tra Putin e Witkoff, la Russia ha liberato Stephen Hubbard, cittadino statunitense di 74 anni che era stato condannato a quasi sette anni di carcere con l’accusa di aver combattuto per l’Ucraina. Trump ha dichiarato che l’ex insegnante era “sulla via del ritorno a casa” e che non era stato necessario alcuno scambio di prigionieri. Witkoff ha definito Putin un “umanitario” per aver accettato il rilascio.

Interpellato da un giornalista della BBC sulla descrizione del leader russo, il vicepresidente americano JD Vance ha risposto di condividere la scelta di Witkoff di esprimersi positivamente nei confronti di chi aveva appena liberato un cittadino statunitense detenuto. Vance ha precisato che, indipendentemente dal giudizio personale sulle parole utilizzate, Witkoff è un diplomatico e il suo compito è raggiungere risultati concreti. Per il vicepresidente, conta soprattutto il fatto che un cittadino americano possa tornare dalla propria famiglia.

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