“È una cosa senza precedenti. Vengono presentati contemporaneamente una trentina di ricorsi, con un centinaio di avvocati e almeno 300-400 ricorrenti. La società civile si è mobilitata, tra i firmatari c’è anche Romano Prodi”. Lo ha dichiarato Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete per un voto libero e uguale, nel corso di una conferenza stampa nella sala Nassiriya del Senato, a Roma, annunciando il deposito di ricorsi contro la nuova legge elettorale in 25 tribunali italiani. “L’obiettivo è ottenere presto il rinvio alla Corte costituzionale e avere una decisione, mi auguro, entro la fine di marzo. A gennaio potremmo avere i primi rinvii”, ha spiegato Zaccaria, sottolineando la volontà di arrivare a un pronunciamento prima delle prossime elezioni. Sui motivi dei ricorsi, l’ex presidente della Rai ha aggiunto: “Il più grave è la combinazione tra l’indicazione del premier e l’abnorme premio di maggioranza. Questo si chiama premierato di fatto: un cambiamento della forma di governo che avrebbe dovuto essere fatto con legge costituzionale viene realizzato con una legge ordinaria. È un’elusione dell’articolo 138 della Costituzione”. Tra le altre criticità indicate da Zaccaria, il premio unico nazionale al Senato, la disparità di genere e la raccolta delle firme. “Ci sono tanti motivi per cui credo che la Corte, quando sarà chiamata a pronunciarsi, capirà che alcune di queste cose devono essere spazzate via”, ha concluso.