Matteo Salvini ha chiesto un nuovo mandato alla guida della Lega all’Allianz MiCo di CityLife, a Milano, domenica 25 ottobre, impegnandosi a portare in Consiglio dei ministri la richiesta di fermare i finanziamenti all’Ucraina se sarà rieletto. Per la prima volta affronta una candidatura alternativa: quella di Massimo Garavaglia, senatore e presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama.
Il congresso della Lega arriva dopo mesi di discussioni sulla direzione politica e sui risultati elettorali. Salvini si è ricandidato dopo le dimissioni formali previste dal regolamento. I delegati scelgono a scrutinio segreto chi guiderà il partito fino al 2030.
La richiesta sugli aiuti e la critica all’Europa
Il vicepremier ha legato la proposta al risultato congressuale: «Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all’Ucraina». Non è una decisione del governo né un’interruzione immediata degli aiuti all’Ucraina: servirebbero ulteriori decisioni politiche e istituzionali. La richiesta potrebbe incidere sui rapporti nella maggioranza, attraversata da sensibilità diverse sul sostegno a Kiev e sulla politica estera europea.
Salvini ha rivendicato l’identità patriottica del partito e chiesto di cambiare l’Unione europea «da cima a fondo», definendola “solo un enorme fardello”. “Siamo Davide contro Golia, i piccoli contro i grandi», ha dichiarato. Una posizione contraria all’attuale assetto europeo, pur partecipando al governo italiano.
Sulla leadership ha affidato la risposta ai delegati: “Dopo un anno di dibattiti non sui temi ma sulla persona, chiedo alla mia comunità se devo continuare a fare il segretario: lo chiedo a voi, non sui giornali”.
Garavaglia punta sul recupero dei consensi
Massimo Garavaglia ha motivato la candidatura con la necessità di invertire l’andamento elettorale: “Abbiamo preso l’8,8% alle elezioni e non siamo cresciuti. Dobbiamo crescere”. Ha contestato una strategia affidata soltanto ai provvedimenti governativi: “Non penso che basti una misura in legge di bilancio, abbiamo fatto una rottamazione ma non è cambiato niente”.
Il senatore ha chiesto di “risvegliare il sogno» insieme, concentrandosi sulla crescita elettorale, sull’organizzazione e sul recupero del consenso. Senza una rottura personale: ha definito “fuoriclasse che tutti ci invidiano” Luca Zaia, Claudio Durigon, Giancarlo Giorgetti e Salvini, che vorrebbe al proprio fianco in caso di vittoria. Nella prima giornata, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo aveva denunciato: “La gente non ci vota più”. La domenica è dedicata agli interventi dei candidati e al voto.
Le priorità economiche e il nuovo assetto
Salvini ha indicato il superamento della legge Fornero, il recupero del rapporto con le partite Iva e l’imposta ad aliquota unica, rivendicata come battaglia storica. Si è pentito della partecipazione al governo Draghi insieme al Partito democratico, assumendosene la responsabilità e assicurando che non dovrà ripetersi. Ai dirigenti ha chiesto lavoro politico anziché polemiche sui giornali o sulle reti sociali.
Il congresso ha approvato una segreteria politica di massimo nove membri, nominati e revocabili dal segretario federale, e la figura del coordinatore federale delle segreterie regionali. Rimane l’ipotesi di inserire nel simbolo il riferimento all’Italia federale; i rappresentanti del Nord chiedono maggiore attenzione all’autonomia e ai territori.
