Un uomo ha aperto il fuoco intorno alle dieci del mattino tra Trappes e La Verrière, a una quarantina di chilometri a sud di Parigi, uccidendo un ventiseienne e ferendo altre cinque persone. Tra i feriti c’è una bambina di 12 anni in gravi condizioni. L’uomo, sospettato di aver voluto colpire neri e arabi, è stato arrestato.
L’indagine sulla sparatoria è stata aperta dalla Procura Nazionale antiterrorismo per terrorismo, con l’aggravante che i fatti “sono stati perpetrati in ragione dell’appartenenza, reale o presunta, a una determinata razza, etnia, nazione o religione”.
Il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, ha denunciato “un attentato di connotazione razzista, probabilmente islamofobo. Sparava chiaramente a caso e voleva compiere una carneficina”, ha commentato. A BFMTV, in mattinata, il sindaco aveva precisato che la vittima deceduta era “di origini africane” e un altro ferito grave “di origini maghrebine”.
L’arresto e lo sgombero dell’edificio a Plaisir
L’uomo è stato identificato come Kevin T., 39 anni. Sarebbe stato alla guida di una Renault Clio, con una pistola mitragliatrice, lacrimogeni e cocaina. Gli spari sono partiti dall’abitacolo dell’auto.
A fermarlo in strada sono stati cinque agenti della brigata anticrimine (BAC). Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, arrivato sul posto, ha precisato che gli agenti “hanno fermato l’autore molto rapidamente” e “hanno, con ogni probabilità interrotto il suo percorso di mort”, durato circa un quarto d’ora. Le autorità hanno spiegato che l’arresto è avvenuto appena in tempo per impedire altre vittime.
Kevin T. era sconosciuto ai servizi di intelligence, ma era noto alla polizia per guida in stato di ebbrezza, furto e detenzione di stupefacenti.
Durante la perquisizione del suo appartamento, nel vicino comune di Plaisir, le forze dell’ordine hanno trovato una sorta di “trappola con le bombole a gas”. L’intero edificio è stato evacuato per scongiurare il rischio di esplosioni, in attesa dell’intervento degli artificieri. Gli abitanti sono stati accolti nel vicino palazzetto dello Sport.
Alcuni vicini hanno espresso il proprio sconcerto: “Se ha colpito solo neri e arabi avrebbe potuto sparare anche a noi. La cosa più terribile è la bimba di 12 anni ferita. Come si può arrivare a questo?”.
La visita di Macron e la qualificazione dell’Eliseo in merito alla sparatoria vicino a Parigi: “Attentato terroristico razzista”
Il presidente Emmanuel Macron è arrivato a sorpresa sul luogo dell’attacco in serata, vicino a Parigi, per esprimere “la propria solidarietà” e sostegno alla comunità. Ha incontrato il sindaco, i soccorritori e alcuni abitanti. L’Eliseo ha parlato apertamente di “attentato terroristico razzista”.
In un messaggio su X, Macron ha scritto: “Davanti a questa terribile prova, la Nazione è al fianco” delle vittime e delle loro famiglie, rivolgendo un “ringraziamento alle nostre forze dell’ordine”. Nuñez ha definito l’attacco “chiaramente un crimine terroristico, un atto estremamente grave”.
L’attacco è avvenuto a sei mesi dal voto per l’Eliseo, con Marine Le Pen in forte crescita nei sondaggi, e alla vigilia di un nuovo sabato ad alto rischio di violenze e saccheggi a margine dei cortei contro il carovita.
La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha scritto su X che quanto accaduto è “un atto atto barbaro, le cui motivazioni dovranno essere accertate e i cui responsabili dovranno essere severamente puniti”.
