La Regione Emilia-Romagna ha vietato la somministrazione di pomodorini non cotti nella ristorazione collettiva scolastica, socioassistenziale, ospedaliera e delle case di cura. Il tutto, con un’ordinanza firmata dal governatore Michele de Pascale. Il provvedimento segue i casi di salmonellosi rilevati nel 2024, 2025 e 2026 in diversi Paesi europei e regioni italiane, compresa l’Emilia-Romagna.
Il divieto interessa tutti gli operatori pubblici e privati dei settori indicati. La Regione punta a tutelare gli alunni, i pazienti e gli ospiti delle residenze per anziani e persone fragili.
I casi di salmonella associati al consumo di ciliegini e datterini
La precauzione riguarda i pomodorini crudi delle varietà ciliegini e datterini. Numerosi casi di salmonellosi da Salmonella enterica, soprattutto dai sierotipi S. Typhimurium var. monofasica e S. Strathcona, sono stati associati al loro consumo. Come? Attraverso riscontri epidemiologici, microbiologici e/o genomici.
Il gruppo di lavoro nazionale istituito dal ministero della Sanità ha evidenziato la necessità di una stretta dopo i casi verificatisi in Puglia, Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. In Emilia-Romagna la situazione è sotto controllo. Ma la sorveglianza del Centro di epidemiologia genomica di IZSLER ha individuato, tra i casi regionali del 2024-2026, 112 casi geneticamente associati alle contaminazioni da Salmonella nei pomodorini.
Giuseppe Diegoli, responsabile del settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione, ha spiegato che l’ordinanza è rivolta alle popolazioni più sensibili, in età scolastica e anziane. La contaminazione da due tipi di salmonella è un evento conosciuto da tempo in Europa, che in regione ha provocato alcuni casi isolati di recente: “Non abbiamo veri focolai”.
La tracciabilità e le condizioni per interrompere l’ordinanza
La tracciabilità delle filiere del pomodoro fresco, complessa e ramificata, non consente sempre di individuare correttamente gli operatori interessati. Nemmeno, in alcuni contesti, di distinguere la produzione primaria dalla distribuzione commerciale. Queste difficoltà hanno portato la Regione a intervenire in via preventiva.
La direttiva è stata diffusa alle Aziende unità sanitarie locali, alle Aziende ospedaliere, agli enti locali, alle prefetture, ai comandi Nas e alle associazioni di categoria e del settore.
Diegoli ha espresso l’auspicio che il ministero della Sanità individui nelle prossime settimane la sorgente della contaminazione: “Appena avremo una tracciabilità certa dei produttori che hanno causato la contaminazione, l’ordinanza verrà interrotta”. Sul consumo ha aggiunto: “A livello pratico, consigliamo una breve cottura dei pomodorini, per evitare qualsiasi rischio”.
