L’Eni manterrà fino a fine anno il tetto sui carburanti, ma il suo livello potrà essere rivisto in base alle condizioni del mercato e alle forniture disponibili. L’amministratore delegato Claudio Descalzi lo ha annunciato in una telefonata con il Corriere della Sera dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.
Il limite è attualmente di 2,25 euro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina. Sul suo livello, Descalzi ha precisato: “Monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo”.
Il tetto ai prezzi e il costo per il gruppo Eni
Il tetto ai prezzi dei carburanti era stato annunciato ufficialmente il 25 settembre, con validità per ottobre e possibilità di rinnovo fino al 31 dicembre. Non è stato precisato se Eni comunicherà di volta in volta il nuovo limite. Le altre compagnie che hanno seguito l’appello del governo non hanno mai indicato un tetto, parlando invece di calmiere.
Per il diesel, il limite iniziale era più basso: 2,19 euro al litro. È stato poi alzato perché nel prezzo sono rientrate le accise sulle quali il governo aveva terminato di applicare lo sconto.
La compagnia aveva già avviato una politica commerciale di contenimento dei prezzi a marzo, quando lo scoppio del conflitto in Medio Oriente aveva fatto salire i listini al distributore. Secondo le stime del gruppo, il costo complessivo di questa politica e dei successivi tetti, da inizio marzo fino a fine anno, sarà di circa 700 milioni di euro.
