Professori fiorentini in piazza per sostenere le rivendicazioni degli studenti che in questi giorni stanno occupando diverse scuole cittadine. Alcune decine fuori dalla sede principale del liceo Machiavelli-Capponi per una lezione aperta con letture e interventi sui temi al centro della protesta dei ragazzi. C’è chi ha portato ‘La lezione’ del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, chi ‘Una questione privata’ di Beppe Fenoglio oppure ‘La guerre éternelle’ di Olivier Rolin per leggerne alcuni stralci al megafono, sul marciapiede, mentre affacciati alle finestre gli studenti ascoltano. L’iniziativa, promossa anche dalla Flc Cgil, si è poi trasferita a pochi metri di distanza, di fronte al Capponi. Sono oltre 400 le firme dei docenti al documento di solidarietà con le ragioni della mobilitazione, che ha al centro anche il precariato del corpo docente. “Siamo stati molto colpiti da questo loro chiamarci in causa, perché sono i primi a rendersi conto che, al di là della buona volontà dei singoli, è a livello strutturale che la scuola è stata colpita e non funziona”, afferma Francesca, insegnante di italiano, latino e storia al Machiavelli. E poi aggiunge: “Si sta spostando il focus dalle motivazioni della protesta alle modalità. Che, per carità, sono sbagliate laddove violano la legalità. Però bisogna anche dare ascolto a certe motivazioni. Non si possono allargare le carceri per rispondere ai problemi del lavoro e dell’istruzione dei ragazzi”. “Questa risposta doveva avere un carattere unitario, ed riuscito ad averlo – spiega Elena, docente di scienze umane – Siamo partecipi rispetto ai temi, non rispetto agli strumenti che sono i loro”, “noi ci muoviamo con i nostri strumenti che sono i libri e quindi facciamo lezione, facciamo quello che sappiamo fare”. In merito al sostegno ricevuto anche da diversi genitori spiega: “Sta succedendo qualcosa che non si era mai visto effettivamente e che in questo momento richiede l’impegno di tutti”. Per Ernesto, tra gli studenti che fuori dal portone del Machiavelli ascolta la lezione, “l’appoggio di insegnanti e genitori è fondamentale per far sentire ancora di più la nostra voce, per far capire che quello per cui stiamo lottando è molto importante. Bisogna cambiare”.