Pierfrancesco Majorino ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Milano a margine dell’incontro da lui organizzato “Parliamo di Milano” al Teatro della Quattordicesima. “Per me è un grande onore, una grande emozione annunciare che mi candido a sindaco di Milano” ha detto il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Majorino, dicendo anche: “Credo che si debba aprire una nuova fase del centrosinistra, con grande orgoglio rispetto a tante cose che sono state fatte molto positivamente in questi 15 anni, ma anche con la determinazione di chi ritiene che si debbano affrontare con grande decisione e radicalità alcuni temi importanti: innanzitutto il costo della vita, la questione dell’abitare, della casa, il tema enorme di come fare politica, il sostegno delle persone nel tempo della crisi climatica, il lavoro. A chi gli ha chiesto quali sarebbero i primi provvedimenti, Majorino ha risposto: “Aprirei l’ufficio del sindaco in un quartiere popolare”. Poi ha detto: “Credo che dobbiamo davvero far sì che continui l’esperienza di governo del centrosinistra e lo si faccia mettendo al centro prima le persone”. Majorino si è espresso anche sul tema della sicurezza, a seguito delle violenze dello scorso weekend: “Penso che dobbiamo creare un progetto progressista sulla sicurezza che tiene assieme l’efficacia del presidio sul territorio, il sostegno all’operato delle forze dell’ordine e la prevenzione, la coesione sociale, l’inclusione, tutte cose queste ultime che vengono totalmente cancellate in questi giorni dalla campagna del Governo” ha detto Majorino, aggiungendo anche: “abbiamo sentito molto vicino Elly Schlein, ne ha anche parlato in maniera molto forte e chiara nell’ambito dell’Assemblea Nazionale, c’è un confronto quotidiano”. A chi gli domandava se crede che politicamente sia stata un’occasione mancata che i leader del centrosinistra non siano venuti a Milano dopo le violenze, Majorino ha risposto di “no” e ha detto che “c’è una totale sintonia di vedute proprio in relazione alla necessità di essere molto netti contro la violenza, nessun cedimento e nessuna ambiguità e sapere che la risposta a quello che si è determinato deve percorrere due strade”.