Donald Trump torna a parlare dei principali dossier internazionali, dall’Iran alla guerra in Ucraina, passando per i rapporti con Vladimir Putin e le tensioni in Francia. Di ritorno dalla South Carolina, il presidente degli Stati Uniti ha escluso che siano in corso negoziati con Teheran, prevedendo che qualcosa accadrà “piuttosto presto”. Ha inoltre sostenuto che la soluzione del conflitto ucraino potrebbe essere più vicina che mai e ha rivendicato il ruolo avuto nella liberazione del cittadino americano Stephen Hubbard, detenuto in Russia.
Iran, Trump esclude trattative e prevede sviluppi a breve
“No, non credo che stiamo negoziando. In un modo o nell’altro, accadrà qualcosa, e succederà piuttosto presto”, ha dichiarato Trump parlando con i media durante il viaggio di ritorno dalla South Carolina. Il presidente ha aggiunto che, secondo molti, gli sviluppi potrebbero arrivare dopo le elezioni, precisando che sarà necessario aspettare per vedere come evolverà la situazione.
Trump ha rivendicato i risultati dell’azione americana contro Teheran, affermando che l’apparato militare iraniano, la marina e l’aeronautica sarebbero stati neutralizzati, insieme a gran parte delle altre capacità del Paese. Ha sostenuto inoltre che l’Iran non disponga più di denaro e abbia come unico problema l’inflazione, che ha descritto come la più alta registrata da uno Stato negli ultimi cinquant’anni. Il presidente ha dichiarato anche di voler porre fine alla guerra, ma contemporaneamente di voler mantenere la situazione attuale, osservando che la Russia sarebbe stata coinvolta negli eventi legati all’Iran solo in misura molto limitata, se non minima.
Putin e la liberazione di Stephen Hubbard: “È stato collaborativo”
Nel corso delle dichiarazioni ai giornalisti, Trump è tornato sulla telefonata con il presidente russo Vladimir Putin che ha preceduto la liberazione di Stephen Hubbard, cittadino americano e veterano rimasto in carcere in Russia per quattro anni. “Abbiamo parlato principalmente della questione dell’ostaggio, e lui è stato molto collaborativo”, ha raccontato il presidente statunitense. Trump ha sottolineato che il rilascio sarebbe avvenuto senza che Putin chiedesse qualcosa in cambio, contrapponendo l’episodio a quanto, secondo lui, accadeva durante le amministrazioni di Joe Biden e Barack Obama, quando gli Stati Uniti finivano per concedere risorse ingenti per ottenere la liberazione dei detenuti.
Trump ha spiegato di aver chiesto direttamente a Putin se fosse possibile riportare Hubbard negli Stati Uniti, ricordando che l’uomo si trovava in carcere da molto tempo. Ha inoltre elogiato il figlio del cittadino americano per essersi impegnato nel tentativo di riportare il padre a casa, definendo la vicenda “una cosa bellissima”.
Ucraina, Trump parla di una possibile soluzione più vicina
Il presidente americano ha affrontato anche l’ipotesi di un incontro trilaterale tra Stati Uniti, Cina e Russia dedicato alla guerra in Ucraina. Interpellato sulla possibilità che il vertice riguardi proprio il conflitto, Trump ha risposto che la questione è più ampia e comprende anche il tema della denuclearizzazione. “Non posso dirvelo, perché la questione non si limita a questo. Si parla anche di denuclearizzazione, quindi non è solo quello”, ha affermato ai giornalisti alla Joint Base Andrews, al rientro dalla South Carolina.
Trump ha riconosciuto che restano diversi passaggi da compiere, ma si è detto convinto che il mondo sia più vicino che mai a una possibile soluzione. A sostegno della sua valutazione ha richiamato anche la situazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ribadendo la convinzione che si possa arrivare a una risoluzione del conflitto.
Sanzioni alla Russia, Trump rivendica la scelta sul caso Hubbard
Trump ha risposto anche a una domanda sul possibile congelamento delle nuove sanzioni contro la Russia, previste dal cosiddetto Graham Act e legate al senatore Lindsey Graham, scomparso a luglio. La domanda riguardava un eventuale confronto con la senatrice Darline Graham sulla vicenda. Il presidente ha difeso la propria posizione, sostenendo che molti ritengano corretta la decisione presa perché ha consentito di riportare negli Stati Uniti una persona che ha definito straordinaria. “Sapete, si tratta di qualcuno che viene definito ostaggio, prigioniero o comunque lo si voglia chiamare”, ha dichiarato.
Trump ha aggiunto che Hubbard era appena atterrato e ha sostenuto che il risultato non sarebbe stato possibile se avesse seguito le indicazioni di chi, a suo giudizio, proponeva una linea sbagliata. Anche in questo caso, il presidente ha utilizzato la liberazione del cittadino americano per giustificare la propria gestione dei rapporti con Mosca.
Francia, Trump: “Non permetteremo che accada negli Stati Uniti”
Nel corso delle dichiarazioni in South Carolina, Trump ha rivolto nuovamente l’attenzione alla Francia e ai disordini nel Paese. Il presidente ha criticato chi, a suo giudizio, sostiene posizioni favorevoli a situazioni simili e ha attaccato coloro che intervengono pubblicamente per mettere in scena proteste e manifestazioni.
“Abbiamo parlato di Francia e questo è ciò che propongono quegli idioti che si alzano a fare scena. Avete notato che sono sempre le solite grida? È sempre la stessa storia, ma è questo che vorrebbero vedere nel nostro Paese”, ha dichiarato. Trump ha quindi ribadito la sua opposizione all’eventualità che episodi analoghi si verifichino negli Stati Uniti: “Non permetteremo che una cosa del genere accada al nostro Paese”.
