Raffaele Giuliani ha usato l’espressione «Esproprio proletario», accompagnata dall’emoji di un abbraccio, per commentare un video legato ai saccheggi durante le proteste contro il caro vita degli ultimi giorni a Milano. Il filmato mostrerebbe alcuni partecipanti mentre consegnano a un senzatetto dei capi di abbigliamento sottratti ai negozi nella zona del Duomo.
Il commento del giovane filosofo e divulgatore umbro ha suscitato polemiche nel dibattito sulle devastazioni avvenute durante le manifestazioni. Al centro del confronto sugli scontri di Milano c’è anche il confine tra il sostegno alle rivendicazioni sociali e la giustificazione delle violenze.
Il significato dell’espressione e le critiche ai media
La formula “esproprio proletario” appartiene alla storia dei movimenti della sinistra extraparlamentare. Negli anni Settanta veniva utilizzata per descrivere e rivendicare azioni di appropriazione di beni o denaro che i promotori consideravano una forma di lotta contro il sistema capitalistico.
Il riferimento politico scelto da Giuliani è stato associato, nel caso milanese, agli episodi di danneggiamento e sottrazione di merce. La polemica riguarda il rapporto tra quelle condotte e il gesto di redistribuzione che il video mostrerebbe a favore della persona senza dimora.
Giuliani ha inoltre criticato il racconto mediatico delle proteste. Ha accusato i mezzi d’informazione di concentrarsi sugli aspetti più violenti degli scontri e di avere precedentemente “invisibilizzato” le manifestazioni pacifiche degli autotrasportatori del Sud.
Gli studi e il pubblico sulle piattaforme sociali
Originario di Terni, Giuliani si è diplomato al liceo classico e si è laureato all’Università degli Studi di Perugia. Prosegue gli studi magistrali in Psicologia clinica a Roma e ha costruito la propria popolarità con contenuti dedicati alla filosofia, alla politica e alle questioni sociali.
Tra Instagram e TikTok conta complessivamente circa 500mila seguaci. Nei suoi video affronta la democrazia, la partecipazione politica e le disuguaglianze, con l’obiettivo dichiarato di rendere questi argomenti accessibili alle nuove generazioni.
In passato si è definito «un resistente all’algoritmo», rivendicando la scelta di pubblicare contenuti lunghi e articolati. La sua attività sulle piattaforme digitali gli ha procurato anche alcune apparizioni televisive e un crescente interesse per le sue posizioni politiche.
L’ipotesi di una candidatura a Terni
Il nome del divulgatore sarebbe stato accostato a una possibile candidatura alle comunali di Terni, in alternativa all’attuale sindaco Stefano Bandecchi. Non si tratta però di una candidatura ufficiale: restano da verificare sia l’eventuale ingresso nella competizione elettorale sia il sostegno di forze politiche organizzate.
Giuliani non risulta iscritto al Partito democratico, al quale è stato associato in alcune ricostruzioni.
