Le intercettazioni delle conversazioni tra Roberto Scarpinato e l’ex magistrato Gioacchino Natoli, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione del dossier mafia-appalti, sono al centro della vicenda che coinvolge il senatore del Movimento 5 Stelle. Tra febbraio 2023 e luglio 2024 sono state captate 33 conversazioni, poi trasmesse nel settembre 2024 alla Commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo. Scarpinato, che non era indagato, ha contestato l’utilizzo delle intercettazioni senza la preventiva autorizzazione del Senato, ritenendo violate le prerogative parlamentari.
La vicenda è tornata al centro del dibattito dopo che il gip di Caltanissetta ha attribuito a Scarpinato un’attività depistante nei confronti di Natoli, ipotizzando che le conversazioni fossero servite a concordare le dichiarazioni da rendere in Commissione. Il senatore ha respinto le accuse, sostenendo di aver invitato Natoli a riferire circostanze vere e denunciando di non aver avuto la possibilità di chiarire la propria posizione davanti alla magistratura.
Nel suo intervento, oggi nella Sala dei caduti di Nassirya nel Senato, Scarpinato ha inoltre richiamato le ricostruzioni sulle stragi del 1992 e le indagini sui rapporti tra mafia e appalti, contestando la lettura dei fatti emersa nel corso delle audizioni parlamentari.
Il senatore del M5s ha affermato che la commissione antimafia è stata militarizzata e ha concluso: “Non mi sono fatto intimidire da Rina, da Berlusconi e non mi farò intimidire da questa sporca politica”.