“Per quindici mesi si è intercettato il senatore Scarpinato, con migliaia di pagine di trascrizioni. Quando si intercetta un parlamentare, però, ci sono garanzie costituzionali da rispettare”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenendo sulla vicenda delle intercettazioni del senatore Roberto Scarpinato. “Se le intercettazioni non sono occasionali, bisogna chiedere l’autorizzazione al ramo di appartenenza del Parlamento. In quindici mesi, migliaia di intercettazioni non possono essere considerate occasionali”, ha aggiunto, sottolineando che “non abbiamo nulla da nascondere” e rivendicando la trasparenza del Movimento.
Conte ha quindi attaccato la maggioranza, chiedendo chiarimenti sul caso che coinvolgerebbe un sottosegretario alla Giustizia e una società costituita per fare affari con una famiglia legata a un clan mafioso. “Possiamo dire lo stesso di questa maggioranza?”, ha incalzato, criticando anche la diffusione sui giornali delle conversazioni di Scarpinato, comprese quelle relative alle strategie del M5S per l’elezione del presidente di una commissione parlamentare.
Infine, Conte ha richiamato la questione del possibile conflitto di interessi legato a un familiare della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. “Le colpe dei parenti non ricadono sui nipoti, verissimo. Però, se una persona condannata per fatti di ‘ndrangheta ha un legame familiare con chi ricopre una carica parlamentare, è legittimo verificare un potenziale conflitto di interessi”, ha affermato, accusando la maggioranza di non aver compiuto gli accertamenti necessari e concludendo: “Noi avremo la possibilità, con competenza e responsabilità, di completarli”.