La presentazione alla Camera della componente parlamentare di Sud chiama Nord di oggi segna un passaggio nel percorso di avvicinamento del movimento al centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche. A rivendicare l’intesa è il leader Cateno De Luca, che punta a portare nell’agenda del futuro governo le esigenze dei Comuni e dei sindaci.
“Abbiamo fatto una scelta alla luce del sole con il centrodestra perché ci è stata data la possibilità di inserire nella prossima agenda di governo quelle che sono le esigenze dei palazzi municipali”, afferma De Luca, definendo Sud chiama Nord “il partito dei sindaci”. “Noi siamo quelli veri”, aggiunge, criticando quella che definisce un’operazione “fatta in provetta nei salotti romani” e distinguendo il percorso civico del suo movimento da quello di altre realtà politiche, a suo giudizio frutto di un “rimescolamento correntizio”.
Tra le priorità indicate dal leader di Sud chiama Nord c’è il ritorno delle preferenze. De Luca riconosce al governo Meloni il merito di aver avuto “il coraggio, dopo 30 anni, di farle ritornare”, pur osservando che soltanto un terzo dei parlamentari è stato eletto con questo sistema. “L’ottimo è il nemico del buono e si lavorerà affinché si inverta questo rapporto”, sottolinea.
De Luca cita inoltre la Zes unica, che definisce una strategia di semplificazione capace di favorire investimenti importanti nel Mezzogiorno, e chiede ulteriori risorse. Tra gli altri obiettivi, indica la necessità di evitare che il fondo per le autonomie locali diventi “il bancomat del pareggio di bilancio” e di valorizzare il ruolo dei sindaci, anche attraverso il ripristino delle Province. Su quest’ultimo punto attacca il centrosinistra, parlando di una “scelta scellerata” che avrebbe creato “un caos incredibile” nell’organizzazione delle autonomie locali.
“Rappresentiamo il partito del pragmatismo”, prosegue De Luca, che attacca il movimento di Roberto Vannacci: “Per me è il partito dei cazzari”. “Un sindaco è costretto a individuare soluzioni, ad amministrare e ovviamente a risolvere, non è un soggetto che pontifica perché c’è il cittadino dietro la porta”, afferma. Infine, accusa chi cavalca il malcontento e i disagi sociali di farlo “semplicemente in modo strumentale” e sostiene che i sondaggi stiano già dando segnali di difficoltà per quello che definisce “il partito dei cazzari”.