“Le giuste rivendicazioni, le giuste manifestazioni per sollecitare interventi da parte del settore dell’autotrasporto non debbono però trasformarsi in un danno per i produttori e per i consumatori”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo mercoledì 21 ottobre al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, a proposito delle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro carburanti, che da giorni interessano diverse regioni del Sud Italia e si sono estese anche al Centro.
“Comprendo le ragioni del malcontento, comprendo le ragioni della protesta, ma secondo me è sbagliato bloccare le autostrade”, ha aggiunto Tajani, riconoscendo le rivendicazioni delle categorie ma criticando il ricorso ai blocchi stradali come forma di protesta.
Urso: “Il Viminale sta identificando i camionisti per rimuovere i blocchi”
Il ministero dell’Interno starebbe procedendo all’identificazione degli autotrasportatori che stanno partecipando ai blocchi stradali nel Sud Italia, con l’obiettivo di rimuovere i presidi. A riferirlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera.
“Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi“, ha dichiarato il ministro, sottolineando come impedire il transito dei soli mezzi pesanti, pur consentendo il passaggio delle automobili, costituisca comunque un blocco stradale, con possibili “conseguenze penali anche detentive”.
Urso ha poi evidenziato che la richiesta sarebbe arrivata anche dalle stesse associazioni degli autotrasportatori. “È importante, credo che sia significativo ed emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono di far rimuovere i blocchi“, ha concluso.
Proteste degli autotrasportatori, il confronto con il governo e i fondi ancora da erogare
Le proteste arrivano in un contesto di crescente difficoltà economica per le imprese dell’autotrasporto, alle prese con l’aumento del prezzo del gasolio e i ritardi nell’erogazione dei finanziamenti pubblici destinati al settore.
Un primo confronto con il governo si è tenuto martedì 20 ottobre, quando il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato i rappresentanti della categoria alla Prefettura di Milano. Al centro del tavolo negoziale ci sono state le richieste degli autotrasportatori e le misure necessarie a contenere i costi sostenuti dalle imprese.
Durante l’incontro, Salvini ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro destinati ai crediti d’imposta sul carburante, oltre all’impegno a rendere disponibili altri 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare. Secondo quanto riferito dal ministro, le risorse erano rimaste ferme per ragioni burocratiche.
Si tratta, dunque, almeno in parte, di finanziamenti già stanziati nei mesi precedenti, ma non ancora arrivati alle imprese. Il governo si è inoltre impegnato a individuare ulteriori risorse per contrastare l’aumento dei costi del trasporto.
Le associazioni di categoria, però, chiedono anche interventi strutturali che permettano alle imprese di affrontare le oscillazioni del prezzo dei carburanti. Tra le proposte figura un meccanismo di adeguamento automatico delle tariffe di trasporto al costo del gasolio, per evitare che gli aumenti ricadano interamente sulle aziende.
Autotrasportatori, i presidi continuano nonostante il tavolo negoziale
In Sicilia, gli autotrasportatori hanno revocato i blocchi, pur mantenendo lo stato di agitazione. In Campania, Calabria e Puglia, invece, i presidi sono proseguiti anche mercoledì 21 ottobre.
Nel frattempo, le conseguenze delle interruzioni della circolazione hanno iniziato a interessare anche la distribuzione delle merci. In Campania sono state segnalate difficoltà nell’approvvigionamento di prodotti alimentari e carburanti, mentre negli aeroporti calabresi di Crotone e Reggio Calabria si sono registrati problemi nella disponibilità di carburante destinato agli aeromobili.
Sulle ripercussioni economiche delle proteste si è soffermato Tajani. “Non è che si abbassa il costo del gasolio se si blocca l’autostrada”, ha dichiarato il vicepremier, ricordando che il negoziato con il governo è già stato avviato: “Il governo ha già organizzato un incontro ieri, ce ne saranno altri”.
Il prossimo confronto è previsto per il 27 ottobre, quando le parti torneranno a discutere delle misure annunciate.
