Dopo le proteste e gli scontri che hanno coinvolto Milano e altre città italiane, secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “occorre un’analisi intelligente e approfondita, e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti”. Una situazione che, secondo il Capo dello Stato, “pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili”. Lo ha dichiarato durante la 39ª Assemblea nazionale delle Province italiane, al Teatro Cavour di Imperia.
Mattarella: “Ogni violenza è inaccettabile”
Nel corso del suo intervento, il presidente della Repubblica ha inoltre ribadito l’importanza della sicurezza nei Comuni e nei borghi italiani, sottolineando che “ogni violenza è inaccettabile” ed esprimendo “piena solidarietà” alle forze dell’ordine, in particolare ai “quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi”.
“Le province devono uscire dal limbo”
“Le province hanno vissuto, nel decennio passato, un travaglio”, ha poi dichiarato poi Mattarella aprendo l’Assemblea dell’Upi. È stato avviato “un percorso per un modello nuovo” ma poi è stato interrotto” e “il legislatore ha lasciato la Province nel guado”.
A lungo la provincia è stata una dimensione di riferimento – spiega Mattarella – ma il vuoto prodotto rischia di incidere gravemente sugli stessi diritti dei cittadini. Secondo il Presidente della Repubblica occorre mettere fine alla transizione incompiuta e far uscire questa istituzione dal limbo; un tema che “non può più essere rimadato o accantonato”.
Mattarella: “Offrono supporto e coordinamento ai Comuni”
Nel corso del suo intervento, Sergio Mattarella ha ricordato il ruolo storico delle Province italiane, le cui origini risalgono alla formazione dello Stato unitario. Un percorso “non lineare”, caratterizzato dall’alternanza tra autonomia territoriale e centralismo statale, che ha trovato una svolta con la nascita della Repubblica. La Costituzione, ha sottolineato il Capo dello Stato, ha rilanciato il principio di autonomia degli enti locali, riconoscendolo come garanzia di “libertà, democrazia e pluralità”. Un processo rafforzato prima dagli interventi legislativi del 1990 e poi dalla riforma costituzionale del 2001.
Mattarella ha quindi richiamato l’importanza dei servizi offerti dalle Province, soprattutto a favore delle aree interne e montane, più distanti dalle grandi infrastrutture di trasporto, e dei Comuni di piccole e medie dimensioni. Territori e amministrazioni che, ha evidenziato il presidente, “hanno bisogno di supporto e di coordinamento per assolvere appieno i loro compiti”.
