La polizia ha accompagnato in questura 271 persone per i disordini avvenuti ieri a Milano: tra queste, 220 sono minori e 60 stranieri. Il bilancio del Dipartimento di Ps comprende 32 arrestati, dei quali 23 minori e 13 stranieri, e 28 denunciati, tra cui 23 minori e 15 stranieri.
Per 174 delle persone accompagnate è scattato il fermo di prevenzione di polizia, introdotto dall’ultimo decreto sicurezza, il decreto 23 del 2026, articolo 11 bis. Sono rimasti feriti 14 operatori delle forze dell’ordine: 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale.
Gli scontri a Milano sono tornati a meno di 24 ore dai precedenti disordini. Gruppi di ragazzini incappucciati hanno saccheggiato e danneggiato negozi nel centro, a pochi metri da piazza Duomo. Sono state infrante vetrine e lanciati sassi e bombe carta. La stima dei danni è di almeno 500mila euro.
Milano scontri polizia minori: proposte del governo sulla sicurezza
La premier Meloni ha convocato per oggi una riunione sull’ordine pubblico, promettendo “nuovi strumenti” per arginare “chi semina il caos”. Tra le ipotesi c’è un intervento sul modello del decreto Caivano. Il ministro Piantedosi incontra i vertici della Polizia e il Questore di Milano.
La Lega chiede di estendere il fermo preventivo anche ai minorenni. Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, intervistato dal Corriere della Sera, ha sollecitato la trasformazione della proposta di legge del partito in un emendamento al decreto Sicurezza in arrivo e un’accelerazione sul provvedimento contro i cosiddetti maranza.
Il pacchetto illustrato da Molteni comprende il reato di danneggiamento aggravato, il potenziamento dell’avviso orale e dell’ammonimento del questore e il divieto di aggregazione anche per i minori durante manifestazioni o episodi di movida violenta. Il sottosegretario ha chiesto anche di portare fino a 10 mila i militari su strade e stazioni. Tra le altre proposte della Lega figurano la garanzia per i danni a carico di chi promuove una manifestazione e l’inserimento dei reati contro le forze di polizia tra le cause ostative alla cittadinanza. Fi ha suggerito un Consiglio dei ministri a Milano.
Per Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, il vertice deve produrre risposte concrete. Il sindacato chiede di riattivare il Tavolo tecnico sull’organizzazione dei Reparti Mobili e di potenziare gli strumenti a disposizione degli agenti: lacrimogeni, veicoli blindati con cannoni ad acqua capaci di utilizzare sostanze irritanti e coloranti, droni e proiettili in gomma o spugna a impatto cinetico.
Il confronto tra governo e sindaci sulla gestione delle piazze
La presenza degli agenti durante i disordini è al centro dello scontro tra il sindaco Giuseppe Sala e Piantedosi. “Ieri c’erano pochi agenti”, è stata l’accusa del sindaco; il ministro gli ha replicato definendolo “radical chic”. Schlein ha chiesto che le violenze non diventino un alibi per coprire le proteste pacifiche.
Molteni ha contestato a Sala di attribuire al sistema la responsabilità degli scontri anziché agli autori dei reati. Nell’intervista ha parlato di oltre 100 agenti feriti e di un dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia colpito alla testa da un sanpietrino, oltre che di negozi e automobili danneggiati. A suo giudizio, nelle piazze erano presenti centri sociali, anarchici, sostenitori della causa palestinese e maranza, spesso seconde generazioni di immigrati.
Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto a 24 Mattino su Radio 24, ha accusato i sindaci di non condannare con chiarezza le violenze. Oltre a criticare Sala, ha contestato al sindaco di Torino Stefano Lo Russo l’obiettivo di collaborazione con Askatasuna. La senatrice di Noi Moderati Giusy Versace ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine e condannato i due giorni di vandalismi, sostenendo che nessun disagio possa giustificarli.
Lo Russo, intervistato dal Corriere della Sera, ha definito gravissimi gli attacchi alle forze dell’ordine, l’assalto alla libreria di Porta Nuova e le devastazioni avvenute sabato pomeriggio a Torino. Il sindaco ha chiesto di distinguere chi manifesta pacificamente da chi devasta: “Chi ha commesso reati deve risponderne davanti alla legge”.
