Il programma del campo progressista si può scrivere in due o tre settimane, prima di passare alle primarie: è la proposta avanzata da Giuseppe Conte ieri sera durante un incontro pubblico al teatro Umberto di Nola. “Le primarie? Per me anche entro Natale va bene. Ma prima il programma”, ha dichiarato il leader 5 Stelle.
La disponibilità sulle primarie si accompagna alle richieste sulla composizione della coalizione. Intervenendo anche a “Myrta Confidential” su San Marino Rtv, Conte ha chiarito di non aver chiesto a Renzi le garanzie sulla sua presenza nel progetto: “Il tostapane l’ho già comprato, anzi, a casa ne ho due con tutte le garanzie non ancora scadute”. Quindi ha precisato: “C’è un equivoco: non è Renzi che mi deve dare una garanzia, perché che può dire di sé? Le ho chieste al Partito Democratico, a Schlein, al Nazareno, che ritengono assolutamente determinante che ci sia anche Renzi in questo progetto”.
Il nome della coalizione e la replica di Conte a Meloni
Conte ha definito “una chat costituzionale” il gruppo WhatsApp con gli altri leader progressisti, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. “E anche per questo ho proposto Alleanza per la Costituzione come nome per la coalizione”, ha spiegato, prendendo le distanze dall’altra denominazione: “Campo largo come nome non mi ha mai sfiorato, è una cosa molto giornalistica”.
La replica alla premier Giorgia Meloni ha riguardato invece la legge elettorale. Nei giorni scorsi Meloni aveva sostenuto, erroneamente, che con il nuovo sistema di voto Conte non sarebbe potuto approdare a Palazzo Chigi nel 2018. Il leader 5 Stelle ha affermato di credere che la premier voglia evitarlo come avversario, aggiungendo: “Il suo è un attacco un po’ scomposto”.
