L’affitto dell’appartamento è stato portato da 450 a 1.200 euro al mese, quasi tre volte tanto. A farne le spese potrebbe essere Franca: 94 anni, invalida, quasi cieca, una vita passata nella stessa casa nella zona nord di Firenze dagli anni Sessanta. La prospettiva è concreta e la famiglia lo sa: con la scadenza del contratto fissata a febbraio 2027, restare potrebbe non essere più possibile.
“A mia madre non l’ho ancora detto, altrimenti morirebbe”, ha raccontato la figlia, che per ora ha scelto di non affrontare l’argomento. Il punto è che l’anziana vive in quell’appartamento da oltre sessant’anni; spostarla significherebbe cambiare in blocco abitudini, vicinato, percorsi quotidiani. E questo pesa.
L’aumento dopo il passaggio agli eredi
L’alloggio misura circa 70 metri quadrati e si trova in un palazzo che ha ospitato per generazioni famiglie della città. Per anni, spiegano i parenti, i rapporti con la precedente proprietà non avevano dato problemi. Tutto è cambiato quando l’immobile è passato agli eredi, i nipoti dell’imprenditore.
Da lì il primo scarto: l’amministratore che seguiva il patrimonio è stato sostituito. E, con il cambio di gestione, secondo la famiglia, è arrivato anche un nuovo orientamento. Canoni di locazione più elevati come regola, non come eccezione. D’altra parte, non si parlerebbe di trasformare gli appartamenti in alloggi turistici; il focus, sostengono, sarebbe l’affitto residenziale, ma a valori più alti rispetto al passato.
Nel caso di Franca l’effetto è immediato: da 450 a 1.200 euro al mese. A complicare il quadro ci sono le condizioni personali dell’inquilina, il reddito e la necessità di un’abitazione accessibile, anche solo per entrare e uscire in sicurezza. La famiglia vede un margine stretto: o accettare il nuovo canone, o avviare la ricerca di un’altra soluzione, con tutto ciò che comporta.
Il caso Maricarmen e la ricerca di un’altra casa
E c’è un precedente recente che ha colpito l’opinione pubblica: Maricarmen Abiscal, 87 anni, sfrattata dalla sua abitazione a Madrid e morta poco dopo. La vicenda è diventata simbolo della crisi abitativa in Spagna e ha riacceso la discussione sulle conseguenze che la perdita della casa può avere per gli anziani, soprattutto quando si sommano problemi di salute, risorse limitate e scarsa autonomia.
Le storie non coincidono. Tuttavia, un punto in comune c’è: la vulnerabilità di chi ha passato decenni nella stessa abitazione e si trova, all’improvviso, davanti all’ipotesi di un trasloco. Per Franca significherebbe rimettere mano a tutto: medici di riferimento, servizi a portata di mano, routine minime che tengono insieme le giornate. E trovare un nuovo alloggio oggi non è scontato, tra prezzi in crescita, pochi piani bassi disponibili e garanzie richieste dai proprietari.
La figlia resta sospesa tra due scelte: preparare la madre alla possibilità di lasciare casa o posticipare una notizia che teme possa travolgerla. Nel frattempo, l’anziana continua a vivere nella sua abitazione di Firenze, ignara che la permanenza sia tornata in discussione.
