Le esplosioni sono state segnalate il 13 ottobre a Sanàa, capitale dello Yemen, dalla tv satellitare al-Jazeera. Testimoni presenti in città hanno riferito di averle udite, ma non è chiaro quali obiettivi siano stati colpiti.
Al-Masirah, l’emittente legata agli Houthi, ha attribuito alla coalizione saudita gli attacchi aerei contro gli impianti petroliferi a ovest della capitale, senza fornire prove a sostegno dell’affermazione. La segnalazione è arrivata dopo l’invito della coalizione ai residenti ad allontanarsi dalla zona.
L’evacuazione attorno all’impianto e ai depositi
L’area da evacuare comprende un impianto della compagnia petrolifera statale e i depositi vicini, su una collina nella parte occidentale della città, in posizione dominante sulla capitale. Il portavoce della coalizione, il generale Turki al-Maliki, ha motivato la richiesta con la sicurezza dei residenti in vista di alcune «operazioni». In precedenza aveva anticipato su X un’«operazione speciale».
Sanàa è controllata dagli Houthi dal settembre 2014. L’Arabia Saudita è intervenuta nel 2015 al fianco delle forze del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, contro i ribelli che l’Iran è accusato da anni di sostenere.
Il portavoce militare degli Houthi, il generale Yahya Saree, ha minacciato una risposta «dura e dolorosa» contro la capitale saudita qualora Sanàa fosse presa di mira. Il movimento ha indicato come possibili bersagli l’aeroporto di Riad, una raffineria nella capitale e la sede della compagnia petrolifera Aramco a Dammam, invitando su X i cittadini ad allontanarsi dai siti.
Le minacce alla navigazione e il confronto con Riad
La sicurezza nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb è al centro dell’avvertimento del governo saudita. Secondo la Saudi Press Agency, il governo di Riad ha dichiarato che «non tollererà minacce alla sicurezza o alla navigazione marittima» e ha prospettato «conseguenze» per i ripetuti attacchi degli Houthi contro il Regno. Ha inoltre elogiato le forze governative yemenite per gli sforzi volti a «neutralizzare le minacce».
Al-Masirah ha attribuito a Riad anche due attacchi aerei sull’isola di Kamaran, nel Mar Rosso, e un terzo nel distretto di Qanawis, 55 chilometri a nord-ovest della città portuale di Hodeida. L’emittente ha segnalato inoltre bombardamenti nella provincia di Jawf, al confine con l’Arabia Saudita, senza fornire ulteriori dettagli.
Un coinvolgimento militare diretto degli Stati Uniti è possibile, ma non scontato, nell’analisi di Maged al-Madhaji, presidente del Sanàa Center for Strategic Studies. Intervistato dall’Adnkronos, l’analista yemenita ha descritto un confronto destinato a essere «prolungato e sempre più doloroso», avvertendo che le pause temporanee non devono essere scambiate per la fine del conflitto.
La richiesta egiziana e le cancellazioni dei voli
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha chiesto l’immediata cessazione degli attacchi contro l’Arabia Saudita durante un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi. Per Abdelatty «non vi è alcuna giustificazione per tali attacchi, che risultano inaccettabili». Il ministro ha sollecitato la priorità alla diplomazia e una soluzione politica al conflitto tra Iran e Stati Uniti, per scongiurare «un’ulteriore escalation e instabilità» nella regione.
Etihad Airways ha cancellato i collegamenti tra Abu Dhabi e Riad, Gedda e Dammam a causa di «disagi nella regione». Tutti i voli tra Abu Dhabi e la capitale saudita sono stati cancellati fino al 19 ottobre.
