Il presidente Donald Trump terrà un comizio in Alaska per sostenere la campagna repubblicana, a 21 giorni dalle elezioni di metà mandato. Il viaggio arriva dopo settimane di sondaggi che indicano il partito sulla strada della sconfitta alla Camera e a rischio di perdere anche la maggioranza al Senato, tra il malcontento per la guerra in Iran e l’aumento del costo della vita.
I repubblicani voltano le spalle a Trump
I repubblicani stanno trasferendo le risorse verso gli Stati e i collegi considerati fino a poco tempo fa sicuri, ridimensionando le ambizioni nelle aree democratiche. Dopo mesi di pressioni sul presidente perché aumentasse gli impegni elettorali, alcuni esponenti del partito temono ora che la sua impopolarità possa danneggiare i candidati. “Trump sta trascinando il partito verso il basso”, ha dichiarato alla CNN un deputato repubblicano in corsa per la rielezione.
I fondi vengono spostati verso Kansas e South Carolina
Il vantaggio finanziario del partito, alimentato anche dal comitato di raccolta fondi favorevole a Trump MAGA Inc., non ha finora modificato significativamente l’andamento della campagna.
Il Senate Leadership Fund, il principale comitato repubblicano per le elezioni del Senato, ha sospeso le prenotazioni pubblicitarie in North Carolina e destinato almeno 10 milioni di dollari al Kansas, che non elegge un senatore democratico dal 1932. Ha inoltre investito 5 milioni di dollari in South Carolina per sostenere la senatrice uscente Darline Graham: alcuni repubblicani temono che stia perdendo terreno contro la democratica Annie Andrews.
In Kansas, il candidato democratico Adam Hamilton, un pastore, attacca Trump sulla guerra, sui dazi e su quella che definisce una mancanza di “decenza”, collegandola al senatore repubblicano uscente Roger Marshall. Trump ha vinto facilmente nello Stato per tre volte, ma Hamilton ritiene che il presidente sia diventato una debolezza per l’avversario.
La base Maga: “Trump non ci va più bene”
Dopo un incontro con i sostenitori nella città universitaria progressista di Lawrence, Hamilton ha spiegato alla CNN: “Parlo con persone che mi dicono: ho votato per il presidente Trump tre volte, ma quello che sta succedendo oggi non va bene”. Secondo il candidato, questi elettori sono frustrati soprattutto con Marshall, perché si aspettano che il senatore difenda i loro interessi anche di fronte al presidente.
Hamilton si definisce un democratico “moderato” o “indipendente”. A chi teme che una sua vittoria consegni il Senato ai democratici propone una scelta: mantenere due senatori repubblicani oppure affiancare a Jerry Moran, del quale riconosce il lavoro, un rappresentante moderato sull’altro versante politico.
Il costo della vita pesa nei sondaggi
Nell’ultimo sondaggio del Wall Street Journal, condotto il mese scorso da un gruppo bipartisan di sondaggisti, il 60% degli elettori registrati sostiene che le politiche di Trump abbiano peggiorato l’economia, contro il 25% che le considera positive. Nell’indagine AP/NORC, il 67% attribuisce i prezzi superiori al normale alle politiche del presidente, rispetto al 32% che indica fattori fuori dal suo controllo.
Le rilevazioni CNN/SSRS pubblicate la settimana scorsa mostrano valutazioni analoghe tra gli elettori che probabilmente voteranno: in Ohio il 76% ritiene che le politiche presidenziali abbiano aumentato le proprie spese e il 7% che le abbiano ridotte; in Iowa le percentuali sono rispettivamente il 74% e il 6%.
Per la sondaggista democratica Celinda Lake, l’ampiezza del giudizio negativo non ha precedenti nella sua esperienza: “È la percezione più diffusa che abbiamo mai rilevato del fallimento di un presidente. È più ampia di quella che riguardava lui nel 2018, o persino George W. Bush nel 2006”
La campagna in Ohio e la contestazione sui posti vuoti
Trump ha aperto lunedì la settimana di comizi negli Stati conservatori al Covelli Centre di Youngstown, in Ohio. Qui il senatore repubblicano Jon Husted affronta una sfida competitiva contro l’ex senatore democratico Sherrod Brown.
Durante un discorso di quasi 90 minuti, il presidente ha attaccato le comunità somale e haitiane e insistito sull’immigrazione. È tornato sulla falsa affermazione, già ripetuta nel 2024, secondo cui i migranti haitiani di Springfield mangiavano gli animali domestici dei vicini. Ha presentato la deputata del Minnesota Ilhan Omar e il candidato al Senato in Michigan Abdul El-Sayed come minacce maggiori dello stesso Brown.
Tra il pubblico sono partiti cori che chiedevano le espulsioni. Trump ha sostenuto che i somali pensassero di essere in Somalia, “dove non hanno pantaloni da indossare”, ripetendo l’insulto sulle “persone con un basso quoziente intellettivo”. Ha poi promesso di impedire che l’Ohio venisse “saccheggiato, razziato e distrutto”. come, a suo dire, il Minnesota. Dopo l’Ohio, il programma presidenziale comprende anche il Montana: Trump vinse lì con 20 punti di vantaggio nel 2024, contro i 13 dell’Alaska.
