Sei impianti energetici sono stati colpiti in Ucraina a poche ore dall’annuncio di una tregua sulle infrastrutture fatto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo Volodymyr Zelensky. Il capo dello Stato ucraino ha riferito di 33 persone ferite. A Fox News ha dichiarato: «Noi non abbiamo attaccato, mentre la Russia ha attaccato le nostre stazioni del gas, le infrastrutture energetiche e altre strutture». A suo giudizio, «è stata la risposta di Putin al presidente Trump». Su X ha definito i bombardamenti una prova della mancata volontà russa di accettare la tregua energetica.
A Izyum un bombardamento russo ha distrutto le reti elettriche, provocando interruzioni della corrente, secondo l’agenzia statale ucraina Ukrinform. Nella notte, sempre secondo Ukrinform, sono state prese di mira anche infrastrutture energetiche e ferroviarie nell’Ucraina occidentale.
Interruzioni e danni alla rete
Il gestore statale della rete, Ukrenergo, ha segnalato lunedì «nuove interruzioni di corrente» nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Zaporizhzhia, attribuendole ai danni causati dagli attacchi agli apparati energetici. In alcune aree è stato introdotto il razionamento dell’elettricità per evitare il sovraccarico delle apparecchiature danneggiate.
La tregua annunciata e i dubbi europei
Il presidente Trump aveva presentato la proposta come un accordo tra i due Paesi, «con effetto immediato». Zelensky aveva replicato che l’entrata in vigore della tregua era «una novità per lui», aggiungendo però di sostenerla come «un passo importante verso la fine della guerra, se gli americani intervengono davvero ora e si assicurano che i russi rispettino il cessate il fuoco energetico».
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che l’Ucraina non merita il «respiro» che un cessate il fuoco le concederebbe. Sul fronte occidentale, il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che il Regno Unito «sostiene con forza l’appello odierno del presidente Trump perché inizi subito un cessate il fuoco energetico duraturo». Anche Francia, Canada e Unione europea hanno espresso sostegno.
Tra i funzionari europei sono emerse tuttavia riserve sulla tenuta. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, Kaja Kallas, ha precisato che il blocco accoglierà favorevolmente una tregua «quando reggerà». Alla riunione dei ministri degli Esteri di lunedì ha osservato: «Non abbiamo ancora visto che anche la Russia la rispetterà». Per il ministro degli Esteri dell’Estonia, il cessate il fuoco «non sta funzionando».
Il piano sul gasolio e l’intensificazione degli attacchi
Il piano annunciato venerdì da Trump prevede l’importazione di gasolio russo negli Stati Uniti. I conflitti internazionali hanno spinto al rialzo i prezzi dei carburanti in vista delle elezioni statunitensi di metà mandato. Trump sta sollecitando l’Ucraina a interrompere gli attacchi alle infrastrutture petrolifere russe, perché la Russia possa rispettare l’accordo sulle forniture al mercato statunitense e mondiale.
L’intesa sospende temporaneamente le sanzioni statunitensi sulle importazioni energetiche: Zelensky l’ha definita un «regalo» al presidente russo Vladimir Putin.
Da mesi Ucraina e Russia si scambiano attacchi alle infrastrutture energetiche, interrompendo le forniture su entrambi i fronti. Mosca considera gli impianti colpiti obiettivi legittimi perché sostengono le operazioni militari ucraine. Zelensky descrive invece gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo come un tentativo di «ridurre la capacità della Russia di finanziare la guerra».
BBC Verify ha rilevato un’intensificazione degli attacchi in vista dell’inverno: nel 2026 ha registrato 273 attacchi contro impianti petroliferi e del gas sotto controllo russo, più del doppio dei 124 nello stesso periodo del 2025. Un’analisi separata dei dati aggregati dall’osservatorio internazionale sui conflitti Armed Conflict Location and Event Data Project (Acled) ha rilevato, dall’inizio dell’anno, un numero di attacchi russi segnalati contro la rete energetica ucraina pari a 2,4 volte quello del periodo di confronto.
