SardegnaLuca Olmetto, 31 anni, è stato recuperato vivo dopo 26 ore nella grotta di Gorropeddu, al confine tra i territori comunali di Urzulei e Baunei, in Sardegna. Originario di Codrongianos, nel Sassarese, verrà portato in ospedale.
Lo speleologo era rimasto intrappolato quando la volta all’ingresso aveva ceduto, chiudendo con il materiale franato l’unica via d’uscita. La compagna di spedizione, riuscita a uscire prima del crollo, aveva dato l’allarme ieri. La causa del cedimento non è nota.
I tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, impegnati insieme ai Vigili del Fuoco, lo avevano raggiunto dopo quasi 24 ore di scavo e rimozione manuale del materiale. In quella fase Luca Olmetto era ancora immobilizzato dai detriti che lo ricoprivano e presentava traumi e ferite.
L’esplorazione della cavità di Gorropeddu
La cavità si trova nel territorio di Urzulei, in Ogliastra, ed è poco conosciuta. Simone Alessandrini, responsabile comunicazione del soccorso alpino e speleologico, ha spiegato a Repubblica: «Si tratta di una grotta di esplorazione. In sostanza la presenza della grotta e l’entrata sono note, ma non sempre lo è l’uscita. Se erano in quelle grotte, erano speleologi con esperienza alle spalle».
Alessandrini ha descritto la grotta come «mai esplorata», ipotizzando che «probabilmente voleva essere mappata, o analizzata per motivi scientifici, dagli speleologi».
Lo scavo manuale e il consolidamento delle pareti
Le operazioni hanno richiesto prima la liberazione dell’entrata e poi la rimozione a mano della terra e delle pietre nel cunicolo. Lo spazio di lavoro misurava circa 1,5 metri per 1,5 metri, in condizioni di forte instabilità. La friabilità della grotta ha escluso l’impiego delle microcariche: ogni avanzamento richiedeva la messa in sicurezza del tratto appena liberato.
Per consolidare le pareti erano necessarie tavole di contenimento. Durante l’intervento era stato previsto anche l’arrivo di un elicottero con ulteriori materiali e attrezzature per rendere sicuro l’ambiente.
Il contatto con l’uomo era stato possibile prima di poterlo raggiungere fisicamente. «Luca è cosciente, in contatto con i medici, non possiamo fisicamente passare acqua o altro, ma riusciamo a comunicare», aveva riferito Alessandrini durante i soccorsi.
Circa 80 tecnici hanno lavorato per tutta la notte, proseguendo questa mattina senza interruzioni dall’allarme. Sul posto è stato allestito un campo base. Alle operazioni hanno partecipato anche numerosi tecnici del Cnsas e i volontari della Protezione civile di Dorgali.
Il dispositivo comprendeva la squadra del distaccamento di Tortolì, le unità Speleo alpino fluviali del comando provinciale di Nuoro e 16 operatori Usar Medium, trasportati nell’area dell’intervento dagli elicotteri dell’Aeronautica militare decollati dalla base di Decimomannu.
