Baerbel Bas ha annunciato lunedì 12 ottobre il ritiro dalla copresidenza dell’Spd e dal ministero federale del Lavoro e degli Affari sociali in Germania, dopo la morte della figliastra. La decisione è stata comunicata con un messaggio su Instagram. Alle ragioni personali, la politica socialdemocratica ha affiancato il riferimento alle crescenti critiche degli alleati conservatori della Cdu/Csu, che hanno reso più difficile sostenere gli incarichi durante il lutto.
Il passo indietro apre una doppia successione, nel partito e nell’esecutivo guidato dal cancelliere Friedrich Merz. Il copresidente socialdemocratico e vicecancelliere Lars Klingbeil ha annunciato un congresso per eleggere i nuovi vertici, confermando il mantenimento della guida condivisa.
Il lutto familiare e le critiche degli alleati
Nel messaggio rivolto ai compagni di partito e ai colleghi, Baerbel Bas ha spiegato di non avere in questo momento le energie necessarie per continuare a esercitare le proprie responsabilità politiche e istituzionali. «Dopo la morte della mia figliastra, mi sono resa conto di aver bisogno di tempo per elaborare il lutto», ha scritto.
La ministra uscente ha denunciato anche l’intensificarsi degli attacchi pubblici nei suoi confronti, arrivati dalle file dei partiti con cui l’Spd condivide la responsabilità di governo. Secondo Bas, quelle critiche hanno aggravato un periodo già segnato dalla sofferenza personale.
Bas ha comunicato a Klingbeil la decisione di lasciare immediatamente la guida del partito e ha chiesto a Merz di essere sollevata dall’incarico ministeriale. Non ha presentato la scelta come una rottura politica formale con la coalizione, pur richiamando esplicitamente le difficoltà nei rapporti con gli alleati.
La doppia presidenza dell’Spd e la successione al ministero
Lars Klingbeil, intervenendo a Berlino, ha assicurato che l’Spd rimane pienamente operativo nonostante le dimissioni della copresidente. Ha escluso l’abbandono del modello della doppia presidenza: i socialdemocratici dovranno individuare una figura che lo affianchi alla guida del partito.
La riorganizzazione riguarda uno dei pilastri della maggioranza di Merz, formata dall’Spd e dai conservatori della Cdu/Csu. Le dimissioni non equivalgono a una crisi di governo e non è stato annunciato alcun cambiamento nella composizione della coalizione. Il riferimento agli attacchi degli alleati riporta però al centro del confronto i rapporti tra le forze che sostengono l’esecutivo.
Resta da definire la successione al ministero del Lavoro e degli Affari sociali, competente per l’occupazione, le pensioni e la protezione sociale. Il governo deve quindi affrontare la sostituzione della ministra in un dicastero centrale per le politiche economiche e sociali, parallelamente al rinnovo della guida socialdemocratica.
Le elezioni dei nuovi vertici dell’Spd si terranno durante il congresso previsto tra dicembre 2026 e gennaio 2027, secondo il calendario annunciato da Klingbeil.
