La polizia in Polonia ha avviato il 12 ottobre un’operazione nazionale per rafforzare la sicurezza degli istituti scolastici dopo gli accoltellamenti avvenuti nelle scorse settimane.
Il piano per la sicurezza nelle scuole prevede il dispiegamento di oltre 20.000 agenti. Il ministro dell’Interno Marcin Kierwinski aveva annunciato il dispiegamento domenica sera: “Serve un messaggio chiaro: non ci sarà alcuna tolleranza per gli attacchi ai bambini polacchi, né per lo scivolamento della vita pubblica nell’anarchia”. Nel bilancio diffuso dalla polizia, è stato riportato il fermo di 135 persone da venerdì e l’ispezione di oltre 80mila scuole.
Tra i casi individuati c’è quello di un ragazzo trovato in possesso di una pistola, munizioni e coltelli. Secondo la polizia, aveva riprodotto la propria scuola nel videogioco Roblox e simulato degli attacchi contro gli studenti.
Gli accoltellamenti negli istituti scolastici
L’ultimo attacco in un istituto scolastico in Polonia si è verificato sabato in una struttura di formazione post-scolastica a Varsavia, dove sono rimaste ferite tre persone. È stato il terzo accoltellamento in una struttura educativa del Paese in quattro giorni.
Giovedì della scorsa settimana, un ex alunno di 15 anni ha ucciso un custode e ferito due insegnanti in una scuola primaria a Leszczydol-Nowiny, a nord-est di Varsavia. Il ragazzo aveva un abbigliamento particolare che accomuna diversi giovani attentatori: indossava un casco con una telecamera montata sopra.
Il giorno precedente, un diciannovenne aveva ferito dieci persone, compreso sé stesso, in una scuola di Ostroleka, a nord della capitale. Tra i feriti figuravano quattro studenti, due insegnanti e due passanti, ha riferito all’agenzia di stampa polacca PAP Elżbieta Edyta Łukasiewicz, portavoce dei procuratori. Nessuno era in pericolo di vita, ma una persona aveva riportato ferite gravi e alcune delle vittime erano state trasportate in elicottero in ospedale, ha precisato la portavoce.
Sulle violenze in Polonia, Tusk: “Online insegnano il culto della forza”
Le autorità polacche hanno escluso che gli attacchi siano riconducibili a un’azione organizzata su larga scala, collegandoli invece a comportamenti individuali che potrebbero essere stati influenzati dai contenuti diffusi online.
Il primo ministro Donald Tusk ha inserito l’episodio in una tendenza più ampia alla violenza giovanile, sostenendo che in alcune parti del web l’aggressività venga vista come un valore, glorificata, provcando effetti nocivi sui più giovani. Per il primo ministro, i contenuti che promuovono l’ideologia nazista e il “culto della forza”, insieme ai videogiochi violenti come Roblox, sono tra i fattori principali di questa tendenza.
I gruppi di radicalizzazione di estrema destra
Il fenomeno della radicalizzazione dei minori online è un tema di dibattito anche in Italia: alla luce dell’aggressione avvenuta ai danni della professoressa a Centocelle, la giornalista Serena Mazzini, nell’inchiesta Non c’è nessun messaggio, realizzata insieme a Selvaggia Lucarelli, si è infiltrata in alcune comunità digitali estremiste fingendosi una quattordicenne.
Mazzini ha scoperto che il videogioco Roblox rappresenta una delle piattaforme maggiormente utilizzate per avvicinare i minori: alcuni membri di gruppi estremisti di destra si fingono dei loro coetanei, stringono amicizia con i bambini e, una volta conquistata la loro fiducia, li contattano su Discord e Telegram, dove veicolano contenuti violenti di matrice neonazista.
Mazzini ha analizzato specificatamente il caso di Centocelle, quando a settembre 2026 un ragazzo di 13 anni ha accoltellato la sua professoressa di italiano: mentre lo faceva indossava un casco sul quale aveva scritto i nomi di alcuni stragisti, tra cui Brenton Tarrant e Anders Breivik e, montato sul casco, c’era un telefono cellulare con cui ha ripreso la scena in diretta su Telegram, proprio come ha fatto il 15enne di Varsavia.
