I leader Ue restano al fianco di Volodymyr Zelensky nello scontro con Donald Trump seguito all’accordo sul diesel russo, raggiunto sabato 10 ottobre tra Washington e Mosca. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha ribadito a Berlino il pieno appoggio al presidente ucraino, dopo la richiesta del presidente statunitense di un cambio alla guida dell’Ucraina. Trump ha accusato Zelensky di ostacolare un’intesa e ha contestato gli attacchi ucraini alle raffinerie russe.
“Dobbiamo continuare a sostenere Zelensky nell’esercizio delle sue gravose responsabilità“, ha affermato Wadephul davanti alla stampa. “L’Europa ha bisogno di stabilità, e ciò significa che continuiamo molto chiaramente a restare al fianco dell’Ucraina, e anche del suo governo”, ha continuato il ministro, chiedendo di aumentare la pressione su Vladimir Putin “affinché sia disposto a negoziare”.
Il sostegno di Tusk: “Piena solidarietà a Zelensky”
Anche il primo ministro polacco Donald Tusk ha espresso vicinanza al leader ucraino. Dopo un colloquio privato con Zelensky ha scritto su X: di essere assolutamente certo che “nulla e nessuno riuscirà a piegare l’Ucraina e il suo presidente nella lotta contro l’aggressione russa”.
Tusk ha assicurato Zelensky di poter contare sulla piena solidarietà della Polonia e dell’Europa nella guerra contro la Russia
La richiesta di Trump e gli attacchi alle raffinerie
Donald Trump ha parlato con i giornalisti davanti alla Casa Bianca, prima di partire per un comizio elettorale in Tennessee. Zelensky “avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni, vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori, è giunto il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente”, ha dichiarato.
La richiesta è stata esplicita: “Suggerisco che l’Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo”. Il presidente statunitense ha aggiunto che Zelensky “può fare ciò che vuole, ma non può colpire le raffinerie”. Trump pretenderebbe uno stop unilaterale agli attacchi ucraini contro gli impianti russi.
Il presidente è convinto che queste operazioni stiano facendo aumentare i prezzi dell’energia negli Stati Uniti. Il tema pesa sulle ultime settimane della campagna per le elezioni di midterm, con i sondaggi che non sembrano favorire i repubblicani.
Cosa prevede l’accordo sul diesel tra Trump e Putin
L’accordo tra Washington e Mosca è stato annunciato venerdì 9 ottobre, dopo una telefonata di circa un’ora e mezza tra Donald Trump e Vladimir Putin. L’intesa prevede la fornitura di diesel russo agli Stati Uniti e ai mercati internazionali, con un primo carico di 300mila tonnellate e ulteriori forniture nei mesi successivi. Per consentire le esportazioni, Washington ha deciso di sospendere temporaneamente alcune sanzioni sul diesel russo, autorizzandone la vendita fino al 7 aprile 2027.
L’obiettivo dichiarato da Trump è quello di ridurre i prezzi del carburante negli Stati Uniti, aumentati anche a causa delle tensioni in Medio Oriente, in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. La decisione ha però provocato la reazione di Kiev: Zelensky teme che i proventi delle esportazioni possano finanziare ulteriormente la guerra russa in Ucraina. In un’intervista ad Axios, il presidente ucraino ha definito l’intesa “ingiusta e disonesta”, paragonandola a un “regalo di compleanno” per Putin.
Kiev risponde a Trump e denuncia l’attacco a Zaporizhzhia
Per Kiev, la decisione rappresenta anche un “via libera” all’escalation degli attacchi russi con missili e droni in Ucraina. Zelensky, infatti, dopo aver accusato gli Stati Uniti di aver mostrato la propria debolezza, ha denunciato un nuovo attacco: “La Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel lanciando cinque bombe guidate su edifici residenziali a Zaporizhzhia”. Il bilancio dell’attacco è di 20 morti e 18 feriti, compresi bambini.
L’11 ottovre arriva la nuova replica di Zelensky: “Spetta agli ucraini scegliere il proprio leader“. Così il Presidente dell’Ucraina ha direttamente risposto, in un’intervista ad ABC, alle dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui sarebbe arrivato il momento di eleggere un nuovo presidente in Ucraina.
Ancora prima, si era fatta sentire la voce del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha che su X ha commentato: “Il presidente Zelensky guida la nostra nazione in un momento di guerra, una guerra per l’indipendenza, la libertà e la dignità. Ha il sostegno del popolo ucraino, e il popolo ha il diritto di decidere”.
Dmitriev su Trump: “Iconico e storico”
L’inviato presidenziale russo e negoziatore Kirill Dmitriev ha invece accolto favorevolmente le parole di Trump. Su X ha sostenuto che il presidente statunitense si unisce a chi ritiene necessaria una guida ucraina “realmente orientata alla pace”, contrapponendola a quello che ha definito l'”atteggiamento bellicista di Zelensky”. Riprendendo la richiesta di un nuovo presidente, ha commentato: “Iconico e storico”.
Dmitriev ha poi scritto che la “diplomazia del diesel” avrebbe “smascherato Zelensky”. In un successivo messaggio ha pubblicato una copertina del Time del 2025 con una fotografia del presidente ucraino e il titolo “The Endgame”.
