Il centro informatico di Vladimir, nella Russia centrale, ha interrotto completamente le attività dopo un attacco di droni ucraini nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre. È il terzo impianto di Yandex colpito nell’arco di quattro giorni. Il gruppo tecnologico, conosciuto come la “Google russa”, ha confermato la chiusura della struttura e l’indisponibilità di diversi servizi digitali, precisando che non risultano feriti.
Gli attacchi hanno danneggiato complessivamente tre dei cinque principali centri dati dell’azienda. A Mosca sono stati segnalati problemi nelle applicazioni per il trasporto, la consegna di cibo e i pagamenti digitali. Non è ancora chiaro quando gli impianti potranno tornare a funzionare completamente.
Yandex: gli attacchi a Vladimir, Sasovo e Kaluga
L’infrastruttura di Vladimir si trova a est di Mosca. Secondo Repubblica, dispone di 2.880 armadi destinati a ospitare gli elaboratori e ha una potenza elettrica di 50 megawatt. L’incursione ha fermato tutte le attività della struttura, dopo i danni subiti dagli altri due centri del gruppo nei giorni precedenti.
Il primo attacco risale alla notte tra il 7 e l’8 ottobre e ha raggiunto l’impianto di Sasovo, nella regione di Rjazan, a sud-est della capitale. L’incursione ucraina ha provocato un incendio e la sospensione completa delle attività. Qui sono ospitati due dei tre supercomputer utilizzati da Yandex per sviluppare i propri modelli di intelligenza artificiale.
Il secondo attacco, venerdì 9 ottobre, ha colpito il centro di Kaluga, a sud-ovest di Mosca. In quel caso i danni hanno reso inutilizzabile una parte dell’infrastruttura.
I disservizi nelle applicazioni e nelle attività commerciali
La rete di Yandex comprende motori di ricerca, strumenti di navigazione, consegne a domicilio, pagamenti elettronici e applicazioni per il trasporto: servizi utilizzati quotidianamente da milioni di cittadini russi. Le interruzioni hanno coinvolto anche le attività commerciali e le piattaforme esterne che si affidano alle infrastrutture informatiche del gruppo.
Secondo Repubblica, a Mosca sarebbero stati segnalati problemi su circa 80 servizi digitali, comprendendo sia quelli gestiti direttamente da Yandex sia quelli che ne utilizzano i sistemi. L’azienda non ha però confermato l’entità complessiva delle interruzioni.
Tra i casi segnalati figura un’applicazione di incontri alla quale gli utenti non riuscivano più ad accedere. Il proprietario temeva di aver perso anche i dati conservati nelle copie di sicurezza: un timore, non una perdita accertata.
Yandex aveva spiegato in un comunicato del 9 ottobre che i tecnici stavano lavorando al ripristino delle infrastrutture danneggiate. Il gruppo non aveva potuto indicare una data per il ritorno alla normalità.
Gli attacchi reciproci alle infrastrutture digitali
Le incursioni si inseriscono nell’estensione degli obiettivi della guerra tra Russia e Ucraina alle infrastrutture tecnologiche, oltre a quelle energetiche, militari e industriali. Anche Mosca ha colpito negli ultimi giorni i centri dati e i sistemi di comunicazione ucraini. Secondo il Financial Times, i bombardamenti russi hanno interrotto la connettività di oltre 100mila abitazioni a Kiev.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato la scelta di rispondere agli attacchi russi contro i sistemi digitali del Paese. Gli impianti di Yandex sostengono una parte significativa dei servizi digitali russi e consentono, attraverso i supercomputer, l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. I danni possono quindi avere conseguenze sulle attività economiche e sulla vita quotidiana.
Come riportato da Repubblica, la concentrazione delle infrastrutture russe in pochi grandi centri le renderebbe particolarmente vulnerabili rispetto al sistema ucraino, che può utilizzare anche i servizi informatici a distanza forniti dalle aziende tecnologiche occidentali.
