Donald Trump torna a parlare della situazione con l’Iran e lo fa attraverso una serie di messaggi pubblicati su Truth, toccando sia il traffico di petrolio nello Stretto di Hormuz sia i rapporti con Teheran. Il presidente americano ha inoltre chiarito che gli Stati Uniti non intenderebbero attaccare l’Iran prima delle elezioni di metà mandato, sostenendo che sono in corso colloqui produttivi.
Trump: “Petrolio a Hormuz in quantità record”
Uno dei messaggi pubblicati da Trump riguarda direttamente il traffico di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Il presidente ha voluto precisare che, nonostante la situazione economica e militare dell’Iran e il mantenimento del blocco, il petrolio continua a transitare in quantità che definisce record.
“Voglio chiarire a tutti che, sebbene l’Iran sia in condizioni pessime sia sul piano economico che su quello militare e nonostante il blocco rimanga pienamente in vigore, il petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz in quantità record”, ha scritto Trump.
Secondo il presidente, nella sola notte precedente sarebbero transitati attraverso lo stretto 22 milioni di barili di petrolio. Trump ha inoltre sottolineato che nessuno dei barili proveniva dall’Iran e che nessuno era destinato al territorio iraniano.
“Non attaccheremo l’Iran prima delle elezioni di metà mandato”
In un altro messaggio pubblicato su Truth, Trump ha affrontato direttamente la possibilità di un nuovo attacco contro l’Iran. “Non attaccheremo l’Iran prima delle elezioni di metà mandato”, ha dichiarato il presidente americano.
Trump ha aggiunto che, parallelamente, gli Stati Uniti stanno avendo “discussioni produttive” con Teheran. Il messaggio arriva quindi mentre il presidente presenta i contatti con l’Iran come un canale ancora aperto, pur nel quadro di una situazione caratterizzata dalle forti tensioni tra Washington e Teheran.
Trump cambia anche il termine da usare per l’IA
Nella stessa serie di messaggi sul social Truth, Trump ha affrontato anche un argomento completamente diverso, quello dell’intelligenza artificiale. “La Casa Bianca considera un nemico chiunque utilizzi il termine intelligenza artificiale anziché il nuovo termine ‘superintelligenza’, che è più accurato e ampiamente accettato”, ha scritto il presidente.
Trump ha quindi indicato “superintelligenza” come la definizione che, secondo la Casa Bianca, dovrebbe essere preferita a “intelligenza artificiale”, sostenendo che sarebbe un termine più preciso e ormai ampiamente riconosciuto. I tre interventi sono stati pubblicati da Trump su Truth nella stessa serata e affrontano temi differenti: dal traffico energetico nello Stretto di Hormuz ai rapporti con l’Iran, fino alla terminologia utilizzata per descrivere lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale.
