La Camera ha dato oggi il via libera definitivo alla riforma elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine della votazione a scrutinio segreto: ora è legge. L’approvazione arriva al terzo passaggio parlamentare, dopo le modifiche introdotte dal Senato.
Il voto finale sulla riforma elettorale è seguito alla fiducia ottenuta dal governo il 6 ottobre sui primi due articoli e all’approvazione, ieri, degli articoli 3 e 8. Dopo il risultato, l’opposizione ha esposto in Aula i cartelli contro la legge.
Meloni dopo l’ok definitivo: “Ora gli italiani potranno scegliere tutto”
“Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare“. Lo ha scritto la premier Giorgia Meloni in un post su X, rivendicando la reintroduzione del voto di preferenza dopo oltre trent’anni. “Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta“, ha poi dichiarato.
Secondo Meloni, la riforma consentirà agli elettori un reale potere decisionale in sede elettorale e questo condurrà a governi stabili; in questo modo viene garantita “continuità, responsabilità e capacità di dare risposte concrete agli italiani”, ha concluso.
I parlamentari dell’opposizione la pensano diversamente e hanno protestato esponendo alcuni cartelli nell’Aula della Camera. “Legge truffa”, “No all’imbroglio”, “Con Meloni salari al palo” e “Con Meloni gasolio a 3 euro” sono alcune delle scritte mostrate dai deputati per contestare la riforma. Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha partecipato alla protesta, mostrando un cartello con la scritta “Con Meloni gasolio a 3 euro”, in riferimento al rincaro dei carburanti registrato nell’ultimo mese. Secondo i dati del Mimit, l’8 ottobre il prezzo medio nazionale del gasolio ha raggiunto i 2,261 euro al litro, contro i 2,169 euro dell’8 settembre.
La riforma elettorale è legge
Il testo era tornato alla Camera dopo l’intervento del Senato, che aveva introdotto le preferenze con i capilista bloccati. L’altro cambiamento riguardava l’accesso alle elezioni: era stato innalzato il numero delle firme richieste per presentarsi ai partiti non presenti in Parlamento.
Il governo aveva incassato la fiducia il 6 ottobre, quando erano state approvate le modifiche ai primi due articoli. In quel caso la votazione si era svolta in forma palese, diversamente dallo scrutinio segreto utilizzato oggi per il sì definitivo alla riforma. Dopo il voto e l’approvazione della legge elettorale, c’è stato un lungo applauso tra i banchi della maggioranza, che ha esultato.
Approvati ieri gli articoli 3 e 8
La Camera aveva poi discusso e approvato ieri l’articolo 3, che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Nella stessa giornata era arrivato anche il via libera all’articolo 8, dedicato all’estensione del voto fuorisede alle persone che prestano assistenza.
