Isaias si è rapidamente intensificato fino a diventare il primo uragano della stagione atlantica e minaccia la costa settentrionale del Golfo, dove l’arrivo è previsto tra venerdì notte e sabato mattina. I rischi comprendono allagamenti costieri, venti capaci di provocare danni e piogge intense.
A Dauphin Island, in Alabama, è stata disposta un’evacuazione volontaria da giovedì sera per circa 350-400 abitazioni. Troy Gorlott, responsabile della sicurezza pubblica cittadina, ha spiegato alla CNN che l’invito riguarda soprattutto le zone basse nella parte occidentale dell’isola, occupate prevalentemente da case per le vacanze e alloggi in affitto.
Anche l’agenzia per le emergenze della contea di Baldwin ha invitato gli abitanti delle aree costiere e depresse a prepararsi e a trasferirsi se necessario. Baldwin e Mobile, la contea di Dauphin Island, rientrano nelle 40 contee dell’Alabama per le quali la governatrice Kay Ivey ha dichiarato lo stato di emergenza mercoledì.
Gulf Shores teme gli ingorghi sulle vie di uscita
A Gulf Shores un festival ha portato la popolazione dai circa 18.000 residenti abituali a oltre 50.000 persone. Grant Brown, responsabile dell’informazione pubblica cittadina, ha riferito alla CNN che le autorità temono un sovraccarico dei ponti e della rete di trasporto qualora i residenti dovessero evacuare contemporaneamente alla partenza dei visitatori.
Il W.C. Holmes Memorial Bridge, lungo la State Highway 59, è sotto monitoraggio e resterà aperto finché le condizioni lo consentiranno. Da giovedì le squadre rimuoveranno dalla spiaggia le postazioni dei bagnini con mezzi pesanti. È prevista l’esposizione delle doppie bandiere rosse, con più pattugliamenti per impedire l’ingresso in acqua; le strutture pubbliche inizieranno a chiudere giovedì a mezzogiorno.
Per Brown la preoccupazione principale è l’innalzamento dell’acqua, su un terreno già saturo dopo le forti piogge. Le onde potrebbero distruggere le dune e danneggiare le infrastrutture.
La traiettoria prevista e i rischi nell’entroterra
L’uragano Isaias potrebbe raggiungere la categoria 2 tra giovedì notte e venerdì mattina, secondo la meteorologa Briana Waxman. Successivamente è probabile un parziale indebolimento, senza che venga meno la pericolosità del sistema al momento dell’arrivo sulla terraferma.
Le acque del Golfo, a temperature record per questo periodo dell’anno, alimenteranno la tempesta. La meteorologa Mary Gilbert indica però condizioni atmosferiche sfavorevoli vicino alla costa, capaci di limitarne la forza. La traiettoria prevista punta verso nord, con un approdo tra la Louisiana orientale e il settore nordoccidentale della Florida; il punto preciso dipenderà dalla velocità di avanzamento.
Le allerte per uragano e innalzamento del mare sono state emesse mercoledì sera per parti di Mississippi, Alabama e Florida, con condizioni pericolose previste entro 36 ore. Gli allagamenti costieri potrebbero cominciare venerdì mattina, ma la spinta maggiore dell’acqua è attesa nella notte vicino al centro della tempesta e subito a est, soprattutto in coincidenza con l’alta marea. Tra le aree esposte figura Mobile Bay.
Il vento potrebbe abbattere alberi e interrompere l’elettricità anche nell’entroterra. Le piogge più intense sono previste nell’Alabama meridionale e nella Florida nordoccidentale. Mary Gilbert e Chris Dolce indicano per venerdì un rischio di alluvioni di livello 3 su 4 dal Mississippi meridionale alla Florida nordoccidentale. Sono esposte anche parti della Georgia e della Louisiana sudorientale; le precipitazioni potrebbero raggiungere le Caroline e la Tennessee Valley entro sabato.
Possibili tornado sono previsti tra venerdì sera e sabato mattina nella Florida nordoccidentale, a Big Bend e nel vicino Alabama meridionale. L’aria più fresca e stabile potrebbe limitarne lo sviluppo. Uno studio del 2022 indica che i tornado notturni hanno una probabilità quasi doppia di risultare mortali rispetto a quelli diurni.
Le compagnie petrolifere fermano le piattaforme
Chevron ha comunicato mercoledì l’avvio della sospensione della produzione in quattro impianti del Golfo, con l’evacuazione di tutto il personale interessato. Gli altri cinque impianti continuano a produrre normalmente, anche se alcuni lavoratori vengono riportati a terra.
Shell sta evacuando tutti i lavoratori e fermando la produzione sulle piattaforme Mars, Olympus, Ursa, Vito e Appomattox, secondo Reuters. Martedì aveva già annunciato il ritiro del personale non essenziale da sei piattaforme. Nello stesso giorno BP aveva comunicato l’allontanamento dei lavoratori non indispensabili e la messa in sicurezza degli impianti in mare.
