Le lezioni sono oggi totalmente o parzialmente sospese in 375 istituti scolastici sui 3.700 della Francia. Il dato, riportato da Le Figaro, viene dalle stime provvisorie elaborate questa mattina dal ministero dell’Istruzione.
Gli studenti tornano nelle piazze della Francia per il IV atto delle mobilitazioni coordinate a livello nazionale. A Parigi l’appuntamento è alla Bastiglia.
La richiesta di un incontro e le decisioni attese a ottobre
Diversi rappresentanti delle organizzazioni dei liceali e degli universitari hanno chiesto di essere ricevuti dal primo ministro francese, Sebastien Lecornu. La richiesta nasce dall’assenza di qualsiasi «misura concreta» annunciata dai ministri dell’Educazione e dell’Insegnamento superiore.
Il confronto nelle scuole proseguirà anche dopo la giornata di mobilitazione. Lecornu ha annunciato ieri che «gli spazi di dialogo avviati» continueranno «in ogni liceo, fino alla settimana prossima» e che «le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre».
Quanto alla gestione delle manifestazioni, il premier ha assicurato che le forze dell’ordine «non hanno istruzioni di scontrarsi con gli studenti». Per Lecornu, «la rabbia dei giovani» coinvolti nelle proteste «non nasce dal nulla»: «Nessuno può rimanere indifferente alle ansie che esprimono».
A Dunkerque è stata aperta un’indagine su un fuoristrada della Police Nationale che si è lanciato ad alta velocità contro i manifestanti.
Da Créteil alle richieste di risorse per la scuola
Le proteste sono cominciate a settembre in una scuola di Créteil, nella periferia sudorientale di Parigi. Gli studenti si erano uniti agli insegnanti per chiedere più risorse e personale.
La campagna è poi diventata virale, spingendo gli studenti di tutto il Paese ad aderire all’appello per un intervento del governo contro le classi sovraffollate, le assenze degli insegnanti e le strutture obsolete.
