La comunicazione russa è arrivata all’organizzazione martedì: non sono state trovate prove di un coinvolgimento della peste polmonare nel decesso né sono stati rilevati agenti patogeni, ha precisato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. Circa 200 persone entrate in contatto con la donna sono state poste in quarantena.
Il laboratorio appartiene a un istituto di Irkutsk che studia agenti patogeni pericolosi, compreso quello della peste, presente naturalmente negli animali selvatici della zona. Tedros ha confermato l’invio di ulteriori richieste di informazioni alle autorità russe.
Le verifiche su un altro decesso per polmonite
Il monitoraggio e le valutazioni del rischio della WHO sono cominciati immediatamente dopo le segnalazioni, la settimana precedente, di un possibile focolaio di peste polmonare a Irkutsk. Tra i chiarimenti richiesti figurano anche quelli sulle notizie di stampa relative a un altro decesso sospetto per polmonite nella regione, ha precisato Van Kerkhove.
La WHO ha offerto sostegno alla Russia e attende risposte da Mosca nei prossimi giorni. Van Kerkhove ha assicurato che l’organizzazione condividerà le nuove informazioni non appena saranno disponibili.
La pandemia globale di COVID-19 del 2020, che ha causato oltre 20 milioni di morti, ha accresciuto l’«attenzione al rischio» nel mondo, ha osservato Van Kerkhove: «Vogliamo diffondere informazioni corrette e fattuali e, quando non abbiamo una risposta, lo diciamo».
La trasmissione della peste e l’efficacia delle cure precoci
La peste è un’infezione causata dal batterio Yersinia pestis, generalmente presente nei piccoli mammiferi e nelle loro pulci. Van Kerkhove ha ricordato che ogni anno vengono segnalati casi nel mondo. Un rapporto della WHO ne ha registrati quasi 4.000, con 423 morti, in 10 Paesi tra il 2019 e il 2025. La malattia umana resta endemica in diversi Paesi; la maggior parte dei casi del periodo si concentra nella Repubblica Democratica del Congo e in Madagascar.
La forma bubbonica è la più comune; quelle setticemica e polmonare sono meno frequenti ma gravi. Il contagio tra animali ed esseri umani può avvenire attraverso il morso di pulci infette, il contatto diretto con tessuti infetti o l’inalazione di particelle respiratorie infette.
La forma polmonare, altamente contagiosa, si sviluppa quando i batteri infettano i polmoni e, secondo la WHO, «può provocare gravi epidemie attraverso la trasmissione da persona a persona tramite particelle respiratorie». Senza cure può risultare fatale entro 18-24 ore dall’esordio. La letalità della forma bubbonica è del 30-60 per cento; le forme polmonare e setticemica, se non trattate, sono sempre fatali.
Gli antibiotici comuni contro gli enterobatteri possono curare efficacemente la malattia se somministrati precocemente, ha sottolineato la WHO: la diagnosi e il trattamento tempestivi possono salvare vite.
