Gli Stati Uniti hanno chiesto al Cremlino ulteriori informazioni sul caso di peste segnalato a Irkutsk, nella Siberia orientale, dopo giorni di richieste pubbliche di chiarimenti. La comunicazione diplomatica riservata sollecita una gestione più trasparente dell’emergenza, nel rispetto degli impegni internazionali sulla condivisione delle informazioni sanitarie.
L’iniziativa sulla peste in Siberia si concentra sulla morte di Darya Shipilova, tecnica di laboratorio di un istituto di ricerca impegnato nello studio della malattia. Il Dipartimento di Stato americano è in contatto con altri Paesi per mettere in comune le informazioni disponibili, ancora limitate.
Le ipotesi degli Stati Uniti sulla peste in Siberia
Un legame tra il decesso e un programma militare russo per lo sviluppo di armi biologiche non è ritenuto plausibile da Donald Trump. Rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale, il presidente statunitense ha detto di non credere che la peste sia fuoriuscita da un laboratorio come conseguenza di ricerche di questo tipo: «Non crediamo. Lo scopriremo presto, ma non lo crediamo».
«La Russia non dice molto», ha osservato Trump, chiedendo una condivisione di informazioni più ampia. Secondo il presidente, gli esperti statunitensi stanno raccogliendo e analizzando tutti gli elementi disponibili.
L’ipotesi di una fuoriuscita accidentale del batterio da una provetta è stata respinta anche da Svetlana, madre di Shipilova e a sua volta ricercatrice. La donna ha sostenuto di conoscere la verità sulla morte della figlia. Alcune persone vicine alla giovane hanno contestato le ricostruzioni circolate dopo il decesso; un amico ha accusato i media di averne danneggiato la reputazione senza aver prima chiarito le circostanze della morte.
Il caso ha suscitato paragoni con le prime fasi della pandemia di Covid, quando Pechino fu accusata di non aver comunicato tempestivamente le informazioni sull’origine dell’emergenza. Trump ha riconosciuto analogie nella comunicazione, ma ha definito le situazioni «molto diverse», osservando che sia la Cina allora sia la Russia oggi hanno sostenuto di avere la situazione sotto controllo.
Il colloquio con Putin non confermato dal Cremlino
L’organizzazione di una telefonata tra Trump e Vladimir Putin resta incerta. Il presidente americano ha riferito di avere in programma una conversazione, lasciando intendere che potrebbe riguardare la gestione del caso. Già nei giorni scorsi aveva parlato di un contatto imminente, senza successivi aggiornamenti sulla sua effettiva organizzazione.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito che sia stato fissato un colloquio e ha affermato di non avere informazioni neppure sulla richiesta diplomatica statunitense.
La valutazione dei rischi e le precauzioni a Irkutsk
L’Organizzazione mondiale della sanità non dispone ancora di elementi sufficienti per una valutazione completa del rischio. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ricordato che ulteriori informazioni erano già state richieste sabato scorso alla Federazione Russa, sulla base del Regolamento sanitario internazionale.
Peskov ha confermato che le autorità russe hanno ricevuto una richiesta dell’organizzazione sulle indiscrezioni relative a un possibile secondo decesso collegato alla peste. Il Cremlino ha respinto queste voci e il portavoce ha accusato i media di diffondere numerose informazioni false.
Rospotrebnadzor, l’agenzia nazionale per la tutela della salute pubblica, ha ribadito che non esiste alcun pericolo di epidemia per gli abitanti di Irkutsk e dell’omonima regione. Secondo il Telegraph, alcuni residenti lamentano però comunicazioni scarse e precauzioni insufficienti: segnalano la presunta indisponibilità di tamponi per i test e l’indicazione di rivolgersi a un medico soltanto in presenza di sintomi.
Il palazzo in cui viveva Shipilova sarebbe stato sottoposto a sanificazione almeno tre volte dopo la sua morte, ufficialmente per contrastare la presenza di scarafaggi.
