SpaceX punta a ottenere 10 miliardi di dollari di prestiti bancari e a raccoglierne altri 30 miliardi emettendo debito sul mercato, secondo il Financial Times. Il gruppo dei razzi di Elon Musk si prepara così a finanziare l’acquisto di chip Nvidia per sostenere la propria corsa all’intelligenza artificiale.
L’operazione sarebbe orchestrata da Apollo, il grande fondo che ha già lavorato a finanziamenti di dimensioni analoghe per aziende dell’intelligenza artificiale come Anthropic. Apollo punterebbe poi a distribuire il debito tra più investitori, fra i quali Pimco.
Il precedente di Broadcom e i finanziamenti ai clienti
Il progetto ricalca uno schema seguito da altri protagonisti del settore negli ultimi mesi. Broadcom, principale rivale di Nvidia, ha collocato di recente sul mercato 60 miliardi di dollari di debito destinati a sostenere gli acquisti dei suoi chip da parte di Anthropic e altri gruppi.
Broadcom avrebbe anche garantito agli investitori il rimborso di circa metà della somma, 29 miliardi, finendo di fatto per finanziare i propri clienti. Nvidia ha già utilizzato più volte questo meccanismo, che solleva dubbi sulla circolarità dei finanziamenti: una parte consistente dei ricavi dei produttori di semiconduttori deriva da acquisti sovvenzionati dagli stessi produttori.
Queste operazioni alimentano una corsa al debito senza precedenti. Secondo Morgan Stanley, le aziende americane dell’intelligenza artificiale hanno chiesto in prestito oltre 445 miliardi di dollari quest’anno. Il totale dovrebbe superare i 600 miliardi entro la fine dell’anno.
Non solo SpaceX: gli investimenti e i rischi per chi finanzia la corsa
La stima viene aggiornata al rialzo di giorno in giorno: Google, Meta, Anthropic, OpenAI, SpaceX e altri gruppi competono per raccogliere finanziamenti, nel timore di restare indietro rispetto alla concorrenza nella nuova rivoluzione industriale promessa dall’intelligenza artificiale.
Goldman Sachs stima che, solo nel 2026, gli investimenti dei gruppi degli Stati Uniti nel settore supereranno i 1.000 miliardi di dollari: poco meno della metà del prodotto interno lordo italiano.
Per ora il mercato sembra considerare giustificata questa spesa e spinge le azioni delle società coinvolte a registrare nuovi record in Borsa. Il risultato degli investimenti sarà però misurabile soltanto fra qualche anno, attraverso i ricavi e soprattutto i profitti generati per le aziende emittenti. Restano due incognite: i tempi e i costi dell’adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese e delle persone.
Se i calcoli si rivelassero sbagliati, le conseguenze non riguarderebbero soltanto gli azionisti di SpaceX, Broadcom, Nvidia e delle altre società. Le cifre impegnate e i legami finanziari tra i protagonisti espongono anche il sistema finanziario americano, e quindi l’economia statunitense, al rischio di essere travolti da una brusca frenata.
Tra i soggetti esposti ci sono i possessori del debito emesso in questi mesi, una platea sempre più ampia: i fondi coinvolti raccolgono denaro non soltanto dagli investitori istituzionali, ma anche dai risparmiatori individuali.
