Il razzo più potente mai costruito ha compiuto un passo senza precedenti nella sua storia. Starship di SpaceX per la prima volta ha raggiunto l’orbita terrestre, partendo da Starbase, in Texas, rilasciando nello spazio 26 satelliti Starlink V3 operativi per la connessione internet. Il lancio era previsto in una finestra di 75 minuti, con apertura alle 7:15 del mattino, ora locale.
A rendere il 14° volo diverso dai precedenti è soprattutto la durata. I primi 13 test seguivano traiettorie suborbitali e duravano circa un’ora. Questa volta, Starship avrebbe dovuto restare nello spazio per circa dieci ore completando sei orbite attorno alla Terra. Secondo CNN, la prova segna l’inizio del passaggio dalla campagna sperimentale alle operazioni vere e proprie.
Starship, il primo tentativo di raggiungere l’orbita terrestre
Starship ha completato l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico. La 14esima missione ha posizionato 26 satelliti ma il rientro è stato anticipato di circa cinque ore rispetto al programma iniziale. La missione è stata comunque ritenuta un successo: il razzo di SpaceX ha raggiunto con successo l’orbita e ha dispiegato i suoi satelliti Starlink V3 in orbita per la prima volta. SpaceX ha anticipato il rientro di qualche ora dopo che uno dei sei motori RVac si era spento inaspettatamente.
Il momento decisivo è arrivato circa 25 minuti dopo il decollo. Soltanto se tutti i sistemi funzioneranno correttamente, Starship accenderà nuovamente il motore per quasi 20 secondi, effettuando la manovra necessaria per entrare in orbita.
Poco dopo dovrebbe iniziare il rilascio dei 26 satelliti Starlink, altra novità della missione. Dopo circa otto ore di volo, Starship effettuerà invece una nuova accensione per uscire dall’orbita e iniziare il rientro nell’atmosfera, puntando a un ammaraggio controllato al largo delle coste del Cile.
SpaceX rinuncia al recupero di Super Heavy sulla torre
SpaceX non tenterà di recuperare sulla terraferma né Super Heavy né Starship. Il primo stadio punterà a un ammaraggio controllato nel Golfo, nonostante l’azienda fosse già riuscita per tre volte a riportarlo verticalmente sulla torre di lancio.
La versione più recente del razzo ha infatti incontrato problemi nella fase finale del rientro. Durante il test di luglio, Super Heavy avrebbe dovuto riaccendere 13 motori, ma soltanto otto avevano funzionato. I tre motori centrali, secondo SpaceX, avevano mostrato “segni di ostruzione da ghiaccio“.
Per il nuovo test sono state quindi introdotte “modifiche ai componenti per migliorare il filtraggio verso i motori” e cambiamenti al software per rendere più affidabile la riaccensione.
La riuscita della missione è particolarmente importante anche per la NASA: SpaceX è sotto pressione per preparare Starship a un cruciale volo di prova previsto per il prossimo anno, che potrebbe aprire la strada al successivo allunaggio.
