L’indirizzo IP di un computer usato per cercare come preparare la ricina in polvere sarebbe stato individuato negli Stati Uniti e porterebbe a un’area coincidente con la zona di Pietracatella. Lo ha riferito l’agenzia di stampa AdnKronos. Gli accertamenti potrebbero riguardare non soltanto l’autore della ricerca su internet: il cerchio si starebbe stringendo anche attorno a chi avrebbe preparato il veleno e a chi lo avrebbe portato a casa dei Di Vita.
L’indagine sulla ricina a Pietracatella prosegue anche con l’ascolto delle persone informate sui fatti. Una madre e sua figlia sono state convocate in questura dagli agenti della Mobile: l’audizione è in corso.
La visita in ufficio prima del presunto avvelenamento per ricina
Le donne sono la sorella e la nipote dell’uomo che il 22 dicembre scorso andò a trovare Antonella Di Vita, consulente del lavoro, nell’ufficio di Campobasso condiviso con il marito Gianni, commercialista. L’incontro sarebbe dunque avvenuto il giorno prima della data ritenuta più probabile per l’avvelenamento, il 23, che provocò la morte di Antonella, 50 anni, e della figlia Sara, 15.
L’uomo è un tecnico di laboratorio scolastico ed è il marito di Monia, docente e cara amica di Gianni. Le audizioni sembrano concentrarsi sulle ragioni di quella visita.
Il conoscente ascoltato e il confronto con Gianni
Un conoscente della professoressa liceale è stato ascoltato mercoledì per la prima volta. L’uomo è rimasto davanti agli agenti della Mobile per un paio d’ore: un’audizione di «particolare rilievo», secondo gli investigatori.
La docente, che insegna a Riccia, è già stata interrogata più volte. Gli agenti l’hanno anche messa a confronto con Gianni a metà agosto, nel corso di un «confronto all’americana».
Le perquisizioni e la borsa di Antonella
Gianni è stato tre volte in questura martedì. Il primo accesso è servito per la notifica dell’atto di perquisizione: gli investigatori avevano controllato al mattino la sua nuova abitazione a Pietracatella e i due studi. Successivamente ha portato alcuni dispositivi, consegnando una chiavetta Usb e due computer.
Il commercialista non risulta indagato. È parte offesa nell’indagine insieme alla figlia Alice, come ha ricordato il suo avvocato Vittorino Facciolla.
Durante la perquisizione è stata trovata una borsa appartenente ad Antonella, mai consegnata prima agli investigatori. Sono da chiarire come sia arrivata nella nuova abitazione e che cosa contenesse.
