Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica in un contesto che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito «particolarmente complesso sotto molteplici profili». Il ministro, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, ha spiegato che fare previsioni diventa sempre più complicato. Il via libera comprende, secondo quanto riferito, anche la relazione sullo scostamento.
La richiesta di flessibilità avanzata dal governo vale, secondo quanto riferito, circa 14 miliardi per il 2027 e 14 miliardi per il 2028. Si tratta dello 0,3% del Pil per la difesa e dello 0,3% per l’energia ogni anno.
Le previsioni sul deficit al Consiglio dei ministri
Giorgetti ha illustrato le stime del Dpfp, che tengono conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee: «Il deficit dovrebbe stare sotto il 3% anche nel 2026, ma come sapete non basta e le nostre previsioni sono, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee, che salga al 3,5% nel 27, 3,3% nel 2028 2,4% nel 2029».
Il ministro ha richiamato anche l’andamento dei tassi e dei prezzi: «Non nascondo l’attenzione con cui monitoriamo la situazione sia dei tassi che dell’inflazione».
Il vicepremier Antonio Tajani, lasciando il partito per raggiungere Palazzo Chigi prima del Consiglio dei ministri, aveva risposto ai cronisti sui temi affrontati nella riunione con lo stato maggiore azzurro. Alla domanda se si fosse parlato di questioni interne al partito, aveva replicato: «Abbiamo parlato di manovra, del fatto che dobbiamo occuparci di dare risposte agli italiani».
