Elly Schlein rilancia la sfida del Pd al governo di Giorgia Meloni e indica nell’unità del centrosinistra la condizione per costruire un’alternativa politica. Nel corso della Direzione del partito, riunita al Nazareno, la segretaria dem ha affrontato diversi temi, dalle tasse alla natalità, passando per lavoro, crescita economica e durata dell’esecutivo.
Schlein: “Abbiamo mesi decisivi davanti”
Schlein ha aperto la sua relazione sottolineando l’importanza del momento politico per il Pd, per il centrosinistra e per il Paese. “Questa direzione arriva in un passaggio decisivo per il Pd, per il centrosinistra e per il Paese”, ha detto, spiegando che i prossimi mesi saranno determinanti per il futuro dell’Italia e dell’Europa. La segretaria ha quindi richiamato il “senso di responsabilità” e l’unità costruita all’interno del partito, definendola “la nostra più grande forza”.
Schlein: “La stabilità non può diventare immobilismo”
Secondo Schlein, davanti alle paure che attraversano il Paese il centrosinistra deve essere in grado di proporre “speranza e protezione” e costruire un’alternativa alle destre, che a suo giudizio hanno fallito. La segretaria dem ha poi criticato la celebrazione della longevità dell’attuale esecutivo. “Hanno celebrato con una fanfara spropositata il governo più longevo, ma la stabilità se si traduce in immobilismo non fa il bene del Paese”, ha affermato. A suo avviso, è possibile restare a lungo alla guida di Palazzo Chigi mentre il Paese rimane fermo, situazione che ha associato al governo Meloni.
L’attacco sulle tasse e sulla crescita
Nel passaggio più duro della relazione, Schlein ha risposto direttamente a Meloni, che le avrebbe chiesto di formulare una critica concreta nei confronti del governo. “Meloni mi chiede di dirle una cosa vera, io gliene dico 10″, ha dichiarato la segretaria Pd, elencando quindi diversi punti di contestazione. Tra questi ha citato la promessa di ridurre le tasse, sostenendo che l’Italia si trovi invece al livello più alto di pressione fiscale degli ultimi dieci anni. Schlein ha poi parlato della politica sulla natalità, accusando la destra di aver fatto “retorica ma non politica”, e ha richiamato le difficoltà legate alla precarietà del lavoro, che secondo lei colpiscono soprattutto giovani e donne.
“Più tasse, più debito e stipendi bassi”
La leader dem ha esteso le proprie critiche anche alla situazione economica complessiva. Nella sua ricostruzione, l’eredità del governo sarebbe caratterizzata da “più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita”. Sono questi, secondo Schlein, alcuni degli elementi sui quali il Pd intende concentrare la propria contestazione nei confronti dell’esecutivo.
Schlein: “Un’alleanza progressista può battere le destre”
La segretaria ha quindi indicato l’obiettivo politico del centrosinistra in vista delle prossime elezioni. “Hanno paura di perdere perché la novità siamo noi: un’alleanza progressista unita e competitiva che può battere le destre alle prossime elezioni. Questo è il fatto nuovo”, ha affermato. Schlein ha così ribadito la necessità di mantenere unita la coalizione progressista e ha sostenuto che proprio questa unità possa rappresentare l’elemento di novità nello scenario politico.
La critica all’Istat e il voto anticipato
Nel corso della relazione Schlein ha citato anche i dati dell’Istat e la procedura di infrazione europea. Secondo la segretaria Pd, l’istituto avrebbe certificato che l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione. “L’Istat ha certificato che l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione europea, la regina dell’austerità ha fallito anche questo”, ha detto Schlein, riferendosi a Meloni. La leader dem ha inoltre criticato la presidente del Consiglio per aver attaccato l’Istat: “Il Paese ha la febbre e Meloni se la prende col termometro”. Da qui la richiesta di arrivare al voto il prima possibile: “Prima si vota e meglio è per l’Italia”, ha concluso Schlein.
