Dopo trentotto anni trascorsi nelle istituzioni, Franco Gabrielli torna alla politica. L’ex capo della Polizia ed ex direttore dell’Aisi ha annunciato che entrerà nel progetto politico di Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore di Più Uno. “Mi colloco nel centrosinistra”, ha dichiarato Gabrielli.
“Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa”, ha spiegato l’ex capo della polizia in un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera. “Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese”.
Franco Gabrielli torna in politica con Ernesto Maria Ruffini
Gabrielli non intende però costruire una propria formazione. “Non mi avventurerò in solitaria”, ha precisato, annunciando invece che accompagnerà “un progetto già in cammino: quello di Ernesto Maria Ruffini”. Una decisione maturata perché nell’iniziativa dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate avrebbe riconosciuto “valori molto vicini ai miei”. “Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto”.
Il progetto è Più Uno, movimento civico fondato da Ruffini che il prossimo 10 ottobre a Roma si trasformerà in un nuovo soggetto politico nazionale. L’obiettivo dichiarato non è costruire una forza equidistante dai due schieramenti: già a gennaio Ruffini aveva definito Più Uno un progetto “pienamente collocato nell’area del centrosinistra”, nato con l’intenzione di renderlo “più largo, più credibile, più popolare”.
Una posizione condivisa da Gabrielli: “Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza”. La collocazione, ha spiegato, “è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo”.
La storia politica di Franco Gabrielli
Prima della lunga carriera nelle istituzioni Gabrielli aveva già militato nella Democrazia cristiana: “Dai 14 ai 24 anni ho militato nel Movimento giovanile della Democrazia cristiana, arrivando a responsabilità nazionali”. Poi, racconta, scelse “un altro modo di servire il Paese”.
Da allora sono trascorsi trentotto anni nelle istituzioni. Gabrielli è stato, tra gli altri incarichi, capo della Protezione civile, prefetto di Roma, capo della Polizia, direttore dell’Aisi e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza. “Non rinnego nulla e non cambio natura”, ha spiegato. “Torno alla politica con la stessa idea di servizio che ha accompagnato tutta la mia vita pubblica”.
Proprio la lunga esperienza ai vertici degli apparati dello Stato apre la questione delle informazioni riservate conosciute durante i suoi incarichi. “Non appartengono alla persona che ricopre quell’incarico; appartengono allo Stato e restano protette dalla legge e dal dovere di riservatezza”, spiega l’ex capo della polizia. Sui dossieraggi afferma invece di non averli mai praticati e che non hanno mai fatto parte della sua cultura istituzionale.
Gabrielli: “Non credo nei veti” nel centrosinistra
L’ingresso di Gabrielli arriva a pochi giorni dalla trasformazione di Più Uno in partito e mentre Ruffini lavora all’allargamento dell’area di centrosinistra. Il 27 settembre l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate aveva confermato anche la propria disponibilità a partecipare a eventuali primarie della coalizione.
Gabrielli, dal canto suo, apre al confronto con le altre forze dell’area. Su Matteo Renzi afferma di non credere “nei veti”, mentre su Carlo Calenda sostiene che non si debba parlare di qualcuno da “recuperare”, ma della necessità di costruire una proposta capace di interpellare anche il suo elettorato.
