Roberto Mancini presenta la sfida tra Francia e Italia di Nations League come un’occasione importante per capire a che punto sia il nuovo percorso della Nazionale. Alla vigilia della partita, il commissario tecnico ha parlato della forza degli avversari, della necessità di affrontare la gara con l’obiettivo di vincere e della trasformazione della squadra azzurra, sempre più aperta a giocatori con doppio passaporto.
Mancini: “Francia-Italia non è mai una partita banale”
Per Mancini, affrontare la Francia rappresenta una sfida particolare anche considerando il momento attraversato dalla nazionale transalpina. Il ct ha ricordato che la Francia arriva da tre Mondiali disputati con risultati importanti e che in questo momento è una delle squadre più forti al mondo.
Proprio per questo, secondo Mancini, affrontare un avversario di questo livello può essere utile per misurare le possibilità dell’Italia. I gironi di Nations League sono tutti complicati e la partita contro i francesi potrà fornire indicazioni ulteriori sulle capacità della squadra azzurra.
Mancini: “Giochiamo per vincere”
Mancini ha ribadito che l’Italia non entrerà in campo con l’idea di limitare i danni. Anche contro una formazione molto forte, ha spiegato, l’obiettivo deve essere sempre quello di provare a vincere. Il commissario tecnico ha definito la Francia una squadra straordinaria, composta da giocatori di grande livello, ma ha sottolineato la volontà degli azzurri di giocarsi la partita e di fare una buona prestazione. La mentalità, secondo Mancini, deve essere quella di cercare il successo, nella consapevolezza che durante una gara può comunque accadere qualsiasi cosa.
Il “divertimento” come principio per gli azzurri
Il ct ha insistito anche su un concetto che considera importante per affrontare la sfida: il divertimento. Ai suoi giocatori ha chiesto di vivere la partita con questo atteggiamento, cercando allo stesso tempo di mantenere il possesso del pallone e di imporre il proprio gioco.
Se invece la qualità della Francia dovesse costringere l’Italia a giocare maggiormente in fase difensiva, ha spiegato Mancini, gli azzurri dovranno essere pronti a farlo. Difendersi, del resto, fa parte del calcio e può essere necessario in qualsiasi partita.
La formazione sarà valutata nella mattinata successiva all’ultimo allenamento, quando lo staff potrà verificare il recupero dei giocatori dopo la gara contro la Turchia. Mancini ha anticipato che rispetto alla partita disputata a Bursa ci saranno meno cambiamenti.
Bastoni: “Non siamo qui per fare una passeggiata”
Anche Alessandro Bastoni ha sottolineato l’importanza della partita. Secondo il difensore, la storia della Nazionale italiana è troppo importante perché la squadra possa affrontare la trasferta con un atteggiamento superficiale.
Bastoni ha descritto l’Italia come una squadra dotata di buone qualità, ma ancora all’inizio del proprio percorso. Per questo sarà necessario costruire progressivamente un’identità senza prendere come riferimento altre nazionali. Il difensore ha parlato anche della necessità di avere pazienza, compresa quella indispensabile per accettare eventuali errori, mantenendo comunque la fiducia nel gruppo.
Mancini parla del nuovo volto multiculturale della Nazionale
Tra gli argomenti affrontati in conferenza stampa c’è stato anche il cambiamento della Nazionale, con l’ingresso di giocatori dotati di doppio passaporto. Mancini ha definito questa evoluzione un arricchimento e ha spiegato di considerarla una situazione del tutto normale, anche alla luce delle sue esperienze professionali all’estero.
Il ct ha ricordato che la Francia ha intrapreso questo percorso molto prima dell’Italia, soprattutto a partire dalla fine degli anni Novanta. Secondo Mancini, però, anche il calcio italiano sta andando nella stessa direzione perché il mondo è cambiato da tempo. La possibilità di avere giocatori con esperienze e origini differenti, ha aggiunto, può offrire alla Nazionale risorse ulteriori rispetto a quelle disponibili in passato.
Bastoni: “Nei club siamo già abituati agli stranieri”
Bastoni non vede particolari difficoltà legate alla presenza di giocatori provenienti da contesti differenti. Il difensore ha osservato che nei club italiani i calciatori sono già abituati a condividere lo spogliatoio con numerosi stranieri. Può essere necessario adattarsi a ritmi e abitudini diverse, ha spiegato, ma il confronto con persone che hanno esperienze differenti può rappresentare anche un’occasione di crescita.
Il pensiero per Diana Bianchedi
Nel corso della vigilia, Mancini ha infine commentato anche la vicenda che ha coinvolto i vertici della Federcalcio e le dimissioni di Diana Bianchedi dal ruolo di capo delegazione della Nazionale. “Ci dispiace tanto quello che è successo, Diana Bianchedi ci manca”, ha detto il ct. Mancini ha ricordato che l’ex campionessa non è rimasta a lungo con il gruppo azzurro, ma ne ha sottolineato l’esperienza sportiva e il contributo dato alla squadra. Per il commissario tecnico, Bianchedi è una grande ex campionessa e una persona che comprende profondamente lo sport. “Con noi è stata perfetta”, ha concluso Mancini.
