Il copilota omanita sospettato di aver aggredito il comandante di un volo FlyDubai è stato trasferito questa mattina ad Abu Dhabi. Il trasferimento è avvenuto insieme al pilota indiano rimasto ferito nell’aggressione, dopo che entrambi hanno ricevuto l’autorizzazione dei medici. A riferirlo è il ministero degli Interni dell’Arabia Saudita, secondo cui le prime indagini hanno confermato che il comandante è stato aggredito dal copilota e che entrambi hanno riportato ferite di diversa entità.
Il trasferimento ad Abu Dhabi
Il ministero saudita ha spiegato che il copilota omanita e il comandante indiano sono stati trasferiti nella capitale degli Emirati Arabi Uniti accompagnati da una squadra di sicurezza emiratina. Il trasferimento è stato possibile dopo il via libera dei medici che avevano seguito i due uomini in seguito all’episodio avvenuto a bordo dell’aereo. Le autorità saudite hanno inoltre precisato che agli accertamenti preliminari hanno partecipato anche rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti.
Le prime conclusioni sull’aggressione
Secondo quanto comunicato dal ministero degli Interni di Riad, le verifiche iniziali condotte dalle autorità del Regno hanno permesso di ricostruire l’episodio individuando nel copilota l’autore dell’aggressione ai danni del comandante. L’attacco avrebbe provocato ferite a entrambi i membri dell’equipaggio, con conseguenze di diversa gravità. Le indagini sull’accaduto proseguono quindi anche dopo il trasferimento dei due uomini ad Abu Dhabi.
Israele aveva chiesto aiuto per i passeggeri
La vicenda del volo FlyDubai aveva coinvolto anche l’Arabia Saudita per la gestione dei passeggeri. Secondo quanto riferito all’AFP da una fonte saudita informata sui fatti, Israele aveva rivolto a Riad diverse richieste per organizzare il rientro delle persone a bordo del volo dirottato. In un primo momento, secondo la fonte, Israele aveva chiesto l’invio di aerei militari. La richiesta prevedeva che due o tre velivoli da guerra raggiungessero direttamente l’aeroporto di Tabuk.
Respinta anche la richiesta di un volo commerciale
Le autorità saudite avevano però respinto la richiesta relativa agli aerei militari. Successivamente Israele aveva chiesto a Riad di mettere a disposizione un aereo commerciale per consentire il recupero dei passeggeri. Anche questa seconda proposta era stata rifiutata dall’Arabia Saudita. I passeggeri del volo coinvolto sono poi riusciti a fare ritorno in Israele utilizzando un altro aereo della stessa compagnia FlyDubai.
Il rientro a Tel Aviv
Dopo la gestione dell’emergenza, i passeggeri sono quindi rientrati all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv a bordo di un secondo volo FlyDubai. Parallelamente, le autorità saudite e degli Emirati hanno continuato a occuparsi dell’aggressione avvenuta sull’aereo. Il trasferimento del copilota omanita e del comandante indiano ad Abu Dhabi rappresenta l’ultimo sviluppo comunicato dalle autorità, dopo le prime verifiche condotte in Arabia Saudita.
